OGGI LA PUBBLICAZIONE degli esiti delle domande per la mobilità

Dove controllare posti disponibili

L’elenco di coloro che hanno ottenuto il trasferimento o il passaggio è pubblicato all’albo online dell’Ufficio territoriale di destinazione, con l’indicazione, a fianco di ogni nominativo, della scuola di destinazione, della tipologia di posto richiesto, del punteggio complessivo, delle eventuali precedenze.

Per gli assistenti tecnici, sono riportati i codici delle aree professionali richieste nella domanda.

Contemporaneamente alla pubblicazione degli elenchi e alla comunicazione del provvedimento alle istituzioni scolastiche, gli Uffici territorialmente competenti provvedono alle relative comunicazioni:

  1. a) all’istituzione scolastica di provenienza;
  2. b) all’istituzione scolastica di destinazione;
  3. c) alla competente ragioneria territoriale dello Stato.

I dirigenti scolastici degli istituti dove il personale trasferito deve assumere servizio dall’inizio dell’anno scolastico cui si riferisce il trasferimento devono comunicare l’avvenuta assunzione di servizio esclusivamente all’Ufficio territorialmente competente e alla competente ragioneria territoriale dello Stato.

Comunicazione via mail

Al  personale che ha ottenuto il trasferimento o il passaggio è data comunicazione del provvedimento presso l’Ufficio territoriale cui è stata presentata la domanda e per posta elettronica all’indirizzo inserito nel portale Istanze online.

Al personale che non ha ottenuto il trasferimento è data comunicazione per posta elettronica all’indirizzo inserito su Istanze on line e tale personale potrà consultare, attraverso l’apposita funzione resa disponibile su Istanze on line, l’esito della propria domanda.

Dopo giorni di assordante silenzio da parte del ministro Bianchi come risposta alle legittime proteste dei sindacati rappresentativi dei lavoratori della scuola e alle richieste di confronto e dialogo,sentita la base in una video conferenza nazionale fra i segretari nazionali delle principali sigle e gli eletti nelle RSU dallo stato di agitazione si è passati alla proclamazione dello sciopero. Dopo un biennio pieno di difficoltà e sacrifici il personale scolastico dovrà affrontare una fine d’anno dell’attività didattica lottando per tutelare i propri diritti.

Qui di seguito modi e tempi dello sciopero proclamato dallo Snals:

Il blocco degli scrutini lo facciamo per la scuola secondaria di primo e secondo grado.

 

Per la scuola DELL’INFANZIA:

SCIOPERO DELLA PRIMA ORA DEI DOCENTI DEL PRIMO TURNO e sciopero dell’ultima ora dei docenti del secondo turno.

– il primo giorno scioperano i docenti  del primo anno infanzia;

– il secondo giorno i docenti del secondo anno infanzia;

– il terzo giorno scioperano i docenti del terzo anno della scuola della infanzia .

 

Per la scuola PRIMARIA

Sciopero della prima ora di lezione dei docenti del primo turno

e sciopero dell’ultima ora dei docenti del secondo turno.

– il lunedì sciopereranno i docenti di prima elementare;

– il martedì quelli di seconda;

– il mercoledì i docenti di terza;

– il giovedì I colleghi di quarta elementare;

– il venerdì I docenti della quinta classe della scuola primaria.

 

Di seguito il testo integrale del comunicato unitario emesso dalle organizzazioni sindacali
SEMPRE E SOLO PER DECRETO.
LA COMUNITA’ SCOLASTICA NON MERITA TUTTO QUESTO

Con la pubblicazione del decreto sulla scuola in G.U. del 1°maggio il Governo
interviene pesantemente su molti aspetti della vita della scuola che, da autentica
risorsa per il Paese, torna ed essere terreno di tagli di spesa e di scontro politico ideologico.
I documenti di programmazione economica pluriennale non prevedono investimenti,
ma tagli che puntualmente il sistema subisce da decenni.
Ancora una volta si decidono questioni di grande rilievo per il sistema scolastico
attraverso atti unilaterali addirittura con Decreto legge, sfuggendo da ogni confronto
con il mondo della scuola. La consapevolezza che la partecipazione al cambiamento contribuisce,
accrescendone la qualità e il valore, ai processi di innovazione, evidentemente in questa fase
manca del tutto al Governo e alla “politica”. E questo dopo due anni di pandemia, in cui la scuola si è completamente reinventata, e con una guerra che comporta la necessità di accogliere i profughi
dall’Ucraina (ne sono arrivati ed accolti oltre 30.000, anche minori non accompagnati).
La scuola si sta confermando uno dei più efficaci strumenti di integrazione, attraverso atti di concreta e
solidale accoglienza, nell’ottica di una vera cultura di pace. Anche solo per questo avrebbe meritato un
trattamento diverso, caratterizzato da attenzione e coinvolgimento; analogamente lo avrebbero
meritato le organizzazioni sindacali alle quali il personale ha rinnovato pochi giorni or sono la propria
fiducia con una larghissima partecipazione al voto per il rinnovo delle RSU, legittimandone ancora una
volta il ruolo di rappresentanza.

Invece, solo dopo qualche giorno dal voto per il rinnovo delle RSU che ha visto un milione di lavoratori
dare la propria fiducia alle Organizzazioni Sindacali, si decide di procedere per decreto su tematiche così
importanti.

Per questo le Organizzazioni sindacali della scuola, unitariamente, hanno deciso una grande
mobilitazione, a partire dai lavoratori, per arrivare a coinvolgere l’intera comunità educante che si vede
ridurre l’ambito di autonomia, anch’esso di rilevanza costituzionale, al pari della libertà di insegnamento
che rischia di subire inaccettabili condizionamenti.

Tutto ciò in presenza di un’annosa e irrisolta questione retributiva che riguarda tutto il personale della
scuola. Il Governo sottrae le risorse aggiuntive inserite in legge di Bilancio per il rinnovo del contratto
destinandole a modalità di formazione incentivata decise unilateralmente, con evidente riduzione di
quelle destinate a rivalutare nel loro complesso le retribuzioni di tutti e con l’ipoteca di tagliare l’organico
nei prossimi anni. Per recuperare le risorse per una politica retributiva selettiva si ipotizza, fuori da ogni
confronto negoziale, anche l’impiego delle risorse attualmente utilizzate per la card docenti.

Nel frattempo non si affronta il tema del precariato, anzi il sistema di reclutamento delineato,
ulteriormente appesantito nei tempi e nei requisiti, appare oltremodo punitivo e non in grado di
risolvere la piaga del lavoro precario.

Non si prevede per la formazione iniziale una normale e legittima fase transitoria e non si tiene in alcun
conto la necessità di offrire opportunità di stabilizzazione del personale precario, per il quale non viene
previsto uno specifico percorso di accesso al ruolo.

Per tutte queste motivazioni, FLC CGIL, CISL SCUOLA, UIL SCUOLA RUA, SNALS e GILDA hanno convenuto

di organizzare una forte mobilitazione, a partire da un’imponente campagna di informazione capillare
rivolta non solo al personale della scuola, ma anche alla società civile, alle famiglie e ai cittadini, cui va
immediatamente evidenziato come tali provvedimenti non riconoscano la necessaria centralità alle
politiche dell’istruzione e della formazione con scelte che rafforzino realmente il ruolo della scuola
pubblica e democratica del Paese, al fine di garantire il pieno esercizio del diritto allo studio.

Con il percorso di mobilitazione di tutto il personale FLC CGIL, CISL SCUOLA, UIL SCUOLA RUA, SNALS e
GILDA intendono rimarcare il dissenso contro il Decreto Legge 36, per ottenerne radicali modifiche e
rivendicare la devoluzione di tutte le materie che incidono sul rapporto di lavoro al rinnovo del contratto,
per il quale chiedono l’immediato avvio delle trattative. È in tale sede che va ricondotto anche il
confronto sui percorsi di valorizzazione professionale per i quali è comunque indispensabile
l’investimento di ulteriori e specifiche risorse.

Riservandosi quindi di valutare il ricorso a tutte le azioni di mobilitazione che si renderanno necessarie,
anche in relazione allo sviluppo del confronto che intendono sollecitare e avviare con il Governo e le
forze politico parlamentari, indicono una serie di iniziative:

Convocazione di tutte le RSU elette nelle ultime elezioni per la giornata di venerdì 6 Maggio alle
ore 15 in diretta streaming con l’intervento dei 5 segretari generali di categoria (seguirà
volantino iniziativa)

Convocazione direttivi unitari dei 5 sindacati, per la giornata del 13 Maggio alle ore 15, sempre
in modalità on line

Dal 3 Maggio proclamazione dello stato di agitazione con invio piattaforma rivendicativa su cui
avviare le procedure di raffreddamento e contestuale blocco delle attività aggiuntive per tutto
il personale della scuola

Incontro con tutti i gruppi parlamentari

Nel corso delle iniziative sopra indicate saranno valutate ulteriori proposte di mobilitazione per
raggiungere i risultati necessari per tutto il personale della categoria.


Roma, 2 maggio 2022



Flc CGIL 
Francesco Sinopoli

CISL Scuola Ivana Barbacci
UIL Scuola Rua
Giuseppe Turi
SNALS Confsal
Elvira Serafini
GILDA Unams
Rino Di Meglio



Pubblichiamo l’opinione espressa dal segretario Prof. Vito Masciale su quanto accaduto al liceo Cirillo di Bari

Ci sono notizie di cronaca che si definirebbero fake news e che sembrano irrealizzabili ma sono purtroppo vere. Comincia così il prof. Vito Masciale segretario regionale Snals in merito all’episodio di violenza che ha visto protagonista un genitore e vittima un docente presso il liceo Cirillo di Bari e continua :”Innanzi tutto, esprimo tutta la mia solidarietà al collega colpevole di aver fatto solo il suo dovere ed esercitato il suo sacrosanto diritto, riconosciuto anche dalla costituzione, di libertà di insegnamento e di valutare il lavoro dei propri alunni che è un preciso dovere del suo ruolo. Non possiamo pensare di essere ancora una volta di fronte ad un genitore energumeno ma isolato. Certo per fortuna sono casi sporadici  ma casi che non dovrebbero neanche esistere ma che stanno diventando sempre più frequenti

Sono tanti gli aspetti che emergono da questo caso: la fragilità psicologica dei ragazzi che davanti ad un brutto voto che ritengo ingiusto non scelgono la via del dialogo col docente e dell’impegno a fare meglio, ma si arrendono al livello della loro preparazione vinti dalla insicurezza nelle loro capacità e si rifugiano nella famiglia come istituto che li deve difendere dalle difficoltà del mondo.E’ più che mai indispensabile la figura dello psicologo a scuola, sempre, tutti i giorni, perché possa respirare il clima della scuola in generale e intervenire col suo apporto nel percorso di crescita dei ragazzi.

Ignoro l’esito dell’aggressione che auspico poco lesiva a danno del collega ma l’episodio è ancor più grave se si è realizzato all’interno di un’aula luogo dove la scuola educa al rispetto dell’altro,al dialogo e alla tolleranza. Certo l’introduzione della seconda prova scritta reintrodotta dal Ministro agli esami di stato ha contribuito ad aumentare la già alta tensione di ragazzi e famiglie verso la prova finale.

Ma l’importanza selettiva del voto finale del percorso di studi  per accedere al lavoro o ad un percorso universitario non giustifica l’atto. Saremo sempre pronti al fianco del lavoratore colpevole solo di aver voluto svolgere il suo lavoro. Ma due esortazioni mi sento di fare: a volte questi episodi sono preceduti da segnali che vengono sottovalutati ma su cui sarebbe il caso di porre attenzione senza gridare al lupo al lupo prima del tempo o demonizzare nessuno. Prestare anche attenzione a cosa si scrive nelle chat di classe fra genitori perché si potrebbe involontariamente alimentare odio ingiusto solo per un proprio sfogo liberatorio legato alla propria situazione individuale. La seconda esortazione è per i rappresentanti di classe dei genitori che purtroppo, molte volte, nelle scuole secondarie superiori non vengono eletti perché nessuno si candida pensando che i ragazzi sono grandi e possono vedersela da soli. E’ una chiave di lettura molto riduttiva del ruolo del rappresentante di classe il cui ruolo non è limitato ad organizzare la pizza di classe di fine anno scolastico nelle scuole del settore infanzia e primaria ma è delegato al dialogo con la scuola per tutto quello che concerne il benessere collettivo in aula.

 

Sfogliando i giornali on line e cartacei degli ultimi giorni dove la scuola è tornata agli onori della cronaca mi è tornata in mente la frase di Oscar Wilde  “C’è una sola cosa al mondo peggiore del far parlare di , ed è il non far parlare di   ossia  “Parlarne bene o parlarne male non importa, purché se ne parli”.

E quanto si parla oggi della scuola in rete e non solo maahimè ancora una volta solo di un aspetto: le chat scuola famiglia anzi per essere precisi le chat professori alunni famiglia. Un aspetto certo importante: la comunicazione è fondamentale soprattutto nel contesto scuola dove professori e famiglie dovrebbero essere alleati e andare nella stessa direzione educativa.C’era una volta l’ora di ricevimento nell’orario di lavoro dei professori. un’ora a settimana i docenti a scuola ricevevano i genitori che andavano ad informarsi del rendimento e del comportamento scolastico dei propri figli. Poi nella maggior parte dei casi caddero in disuso perché le famiglie dove entrambi i genitori erano impegnati nel lavoro avevano difficoltà a recarsi a scuola e poi ogni professore aveva un orario di ricevimento diverso dalla maggior parte dei colleghi ed in giorni diversi ed allora il collegio dei docenti deliberò di ricevere le famiglie una volta a quadrimestre di pomeriggio con la presenza di tutti i docenti salvo eccezioni di situazioni particolari per cui il docente poteva far convocare i genitori o tramite l’alunno/a o tramite la segreteria della scuola. Questi incontri ebbero un discreto successo nel tempo ma poi arrivò il covid e cambiò tutte le regole del gioco. Niente alunni in classe niente prof dietro la cattedra niente scuola in presenza.Ma come sempre il bene si piange quando si perde ed ecco che gli alunni cominciarono a sentire la mancanza dei professori e viceversa e le famiglie si trovarono di colpo orfane di un cardine della loro organizzazione giornaliera di vita. ma in tutto questo deserto la tecnologia arrivò in aiuto: DAD che con tutti i limiti, i difetti e i problemi tecnici e di attrezzature teneva comunque in piedi un contatto un dialogo. Ma scuola era anche il compagno di banco a cui chiedere con cui ridere, confidarsi discutere e anche qui la tecnologia diede una grossa mano: le chat soprattutto su face book eWhatsApp erano a portati quasi di tutti bastava avere uno smartphone e ricreare in maniera virtuale il contatto di vicinanza. Ma se la battuta stupida o la cattiveria gratuita detta al compagno di banco si fermava lì in chat non è la stessa cosa. E anche i prof che dopo aver controllato un lavoro avrebbero dovuto aspettare il giorno dopo in aula per darlo all’alunno e commentarlo insieme sulla valutazione si votarono all’immediatezza della chat. Ma adesso il covid sta allentando la morsa e stiamo faticosamente cercando di tornare alle vecchie abitudini però sembra che poter andare allo stadio sia più semplice che smettere di chattare su cose della scuola. E così un’associazione territoriale dei dirigenti scolastici si è fatta portavoce di un disagio evidenziato dai propri docenti: una overdose di chat con alunni e famiglie e proporrà un codice deontologico per le comunicazioni scuola famiglia augurandosi che sia rispettato. Perché un codice di solito prevede regole e pene per chi non le rispetta ma in questo caso quali pene sarebbe possibile prevedere? Sui vari social dove ormai abbiamo trasferito il nostro confrontarci causa pandemia e conseguente  divieto ad incontrarci il dibattito è sentito e accesso ma animato soprattutto dai lavoratori della scuola che lamentano di essere contattati a tutte le ore anche durante le festività da alunni e famiglie con le richieste più improprie che a volte ledono anche  la libertà di insegnamento e sembrano ignorare che un docente non è tenuto ad essere a disposizione 24h ha un contratto di lavoro che prevede un orario di lavoro  ben definito. Magari nel prossimo imminente contratto bisognerà anche regolamentare questo diritto del docente a disconnettersi per evitare che dirigenti scolastici inviino a mezzanotte convocazioni per un collegio docenti ordinario il giorno dopo. L’emergenza sta quasi per finire e mi chiedo chi vieta ai docenti agli alunni e alle famiglie di cancellarsi dai gruppi, dalle comunity,dalle chat che avevano usato e animato in tempo di emergenza?Basta cancellarsi e bloccare una serie di numeri.Serve proprio una revisione di un codice deontologico?Se poi voglio continuare ad essere connesso allora i casi sono due: o riesco a fare una lezione di educazione civica sul rispetto del diritto dell’altro e della sua privacy e del suo tempo o forse ho sviluppato la dipendenza da chat: odio il mio aguzzino ma non posso farne a meno. Sono d’accordo assolutamente col presidente dell’ANP: serve il buon senso e l’educazione aggiungerei. Se il professore abitasse nel nostro palazzo andremmo alle 2 di notte a chiedere perché nostro figlio ha preso 6 e non sette? Molto probabilmente no. Mantenere le distanze reciproche è segno di rispetto ededucazione; per generazioni docenti senza chat sono stati i migliori amici dei propri alunni anche quando erano diventati adulti fuori dalle aule. la chat va benissimo per le emergenze perché dovrebbe servire a comunicare qualcosa che altrimenti non tutti potrebbero sapere in tempo. I gruppi sui social possono anche essere utili purché luogo di confronto ed arricchimento reciproco e non luogo di gossip e maldicenze.La scuola ha canali istituzionali per far arrivare i messaggi alle famiglie e ai lavoratori della scuola con tempi ben precisi da rispettare e sono funzionali allo scopo. Abbiamo qualcosa da dire a chi lavora nella scuola? Diciamolo de visu in presenza come abbiamo tanto invocato in tutti gli ultimi mesi ora possiamo:  stiamo tornando alla normalità

Il segretario provinciale

Vito Masciale

Carissime amiche e carissimi amici della sempre piu’grande famiglia Snals,

il tempo è volato e siamo a Pasqua ma prima di inviarvi i più sinceri auguri da parte mia e di tutto il consiglio provinciale permettetemi una riflessione. In questi ultimi due mesi in occasione delle elezioni delle nuove Rsu si è molto parlato di come fare sindacato e in qualche caso anche di come fare il segretario del sindacato insinuando che fare sindacato e fare il segretario del sindacato ha a che vedere in un certo senso col risultato elettorale e sebbene non mi sia fatto coinvolgere negli attacchi io sono qui a fare il segretario e per la cronaca nell’arco degli ultimi quattro anni gli iscritti snals nella provincia BARI-BAT sono stati in crescita anno dopo anno ma non in tutte le scuole e allora la domanda è: perché non in tutte le scuole? Nelle singole scuole non c’è ogni giorno il segretario c’è la RSA o il rappresentante eletto nella RSU. E se in una scuola il sindacato perde voti la responsabilità è solo del segretario non presente o anche della RSA e della rsu presente nella scuola nel quotidiano? Chi non è riuscito ad intercettare i reali diritti e le reali esigenze espresse dagli iscritti o comunque dai lavoratori in quella scuola? Mi sono posto per giorni questa domanda ma alla fine ho capito. Il sindacato non è facile. Il sindacato devi volerlo fortemente perché vi farà combattere, il sindacato è un mandato a difendere i diritti reali di tutti i lavoratori,dove devi difendere la libertà di parola di tutti e dove devi accettare di confrontarti con chi si piazza al centro della scena sostenendo con quanto fiato ha in corpo quello contro cui lotti da una vita con tutte le tue energie. Vuoi essere sindacato? allora non puoi occuparti solo del tuo orticello personale e del risultato elettorale nella tua scuola ma devi accettare e gioire del risultato positivo di tutti ed aiutare il cambiamento che è in atto anche quando non è quello che avevi disegnato nella tua mente. E’ questo che dobbiamo mostrare, difendere ed esaltare il nostro operato nelle scuole. Conosco tanti di voi da anni e ho sempre avuto la convinzione che il motivo per cui alcuni, per fortuna, pochi dedicano tempo ed energia a gridare contro il loro sindacato è che semplicemente non hanno ancora le idee completamente chiare sul sindacato. Il sindacato è servizio agli altri non è servizio a noi stessi.  Abbiamo problemi seri da affrontare e risolvere e dobbiamo essere tutti persone serie per poterlo fare tutti insieme.Perché come dice il proverbio cinese: da soli si arriva  prima ma insieme si và più lontano. E noi non vogliamo lasciare indietro nessuno! Accettiamo tutte le critiche purché ci facciano fare passi in avanti per  risolvere i veri problemi degli iscritti e non servano solo a seminare  dubbi  e indicare chi incolpare di questi. Già nel mio messaggio di ringraziamento a tutti coloro che avevano appoggiato le nostre liste Rsu avevo preannunciato che avremmo fatto tesoro soprattutto dei risultati negativi per capire le motivazioni di chi non avesse scelto il nostro candidato, perché la costruzione del futuro dello Snals non si ferma mai.

A giorni è Pasqua per noi cattolici cristiani tempo di pace e risurrezione e di inizio di un nuovo cammino anche per noi del sindacato: un cammino fatto di fiducia reciproca, trasparenza,volontà di migliorare, costruire il domani dei lavoratori che ci onoriamo di rappresentare. Ci impegneremo come sempre per farlo al meglio non solo a parole ma anche con i fatti con l’impegno quotidiano innegabile di tutti gli iscritti ognuno nel suo ruolo. Ci incontreremo pur con tutti i limiti del Covid19, ci formeremo per essere sempre a passo con i tempi o costruire noi i tempi nuovi, saremo sempre al fianco di ogni iscritto nell’interesse di tutti: questi sono i nostri programmi.Dobbiamo affrontare un rinnovo contrattuale e nuove modalità di reclutamento: i nostri sono seri problemi e di persone serie abbiamo bisogno.

E adesso carissime amiche ed amici della grande famiglia Snals tantissimi auguri a tutti voi e alle vostre famiglie di una Pasqua serena per quello che le cronache mondiali di questi giorni ci permettono di vivere.

Da parte mia e di tutto il consiglio provinciale ricordando una frase di J.F.Kennedy sempre attuale: “Non chiederti quello che il paese può fare per te ma quello che tu puoi fare per il tuo paese”.

Serena Pasqua.

                                                                                                                     

                                                                                                          Vito Masciale

 

Il messaggio del segretario provinciale Snals Bari-Bat Prof. Vito Masciale

 

Carissime  amiche e carissimi amici della grande famiglia Snals

grazie di cuore da parte mia e di tutto il consiglio provinciale Bari-Bat  per il consenso che  avete accordato alle liste Snals con il vostro voto nelle elezioni RSU .
La chiusura del processo elettivo ci restituisce un risultato ancora una volta in crescita sul territorio  per il nostro sindacato   dopo una campagna elettorale ricca di contenuti e molto responsabile che ha rafforzato l’unità e la coesione fra vecchi e nuovi  iscritti e allargato la platea dei  simpatizzanti .

Gli analisti di dati elettorali in Italia notano una caratteristica tutta italiana: il giorno dello spoglio tutti i contendenti dichiarano di aver vinto o comunque di non aver perso.  Noi Snals Bari-Bat possiamo serenamente affermare a gran voce di aver vinto perché abbiamo superato noi stessi e i nostri  risultati nelle precedenti elezioni RSU confermando un trend di crescita di presenza sindacale su tutto il territorio . Grazie  a tutti coloro che ci hanno votato per aver avuto fiducia :

Nelle  nostre disponibilità,professionalità e competenza  che non conoscono  stagioni

Nel nostro essere un sindacato politicamente libero ed autonomo

Nella serietà e la concretezza con cui affrontiamo i problemi

Nell’entusiasmo con cui i colleghi hanno accolto l’invito a candidarsi in ogni scuola della nostra provincia

Ma nello spirito di lavoro  che ci contraddistingue pur esultando per il successo che premia il grande lavoro svolto da parte dei nostri iscritti tutti  nei confronti degli elettori non solo in campagna elettorale ma ogni giorno della normale vita scolastica oggi è per tutti noi anche il giorno per capire e interpretare le ragioni di chi ha scelto col voto dei giorni scorsi un progetto diverso dal nostro.
Questo non per manie di grandezza ma perché solo uniti e motivati appieno potremo assolvere al nostro fondamentale compito per la Società, il Territorio, il Paese e il Pianeta.
Tutti insieme ci metteremo quindi  da domani al lavoro, con lo sguardo proiettato al futuro,per scrivere

un nuovo capitolo della nostra  storia seguendo gli  insegnamenti  di Aldo Moro:

“Pensateci bene cari amici. Siate indipendenti. Non guardate al domani ma al dopo domani.

Perche per fare le cose occorre tutto il tempo che occorre .”

Firmato

Vito Masciale

Segretario provinciale Snals Bari-Bat

 

Verbale finale

Il verbale finale delle operazioni elettorali è redatto dalla Commissione elettorale che lo  pubblica all’Albo ovvero sul sito internet della Scuola per 5 giorni. Dopo i 5 giorni di affissione , l’assegnazione dei seggi diventa definitiva e la Commissione ne dà atto nel verbale finale, che diventa  definitivo. In caso di ricorsi, entro i predetti 5 giorni, la Commissione li esamina entro 48 ore, inserendo l’esito nel verbale finale definitivo.

Fatto quanto detto sopra, la Commissione consegna all’Istituzione scolastica il verbale definitivo (in originale o copia conforme)firmato dal presidente e da tutti i componenti la commissione , ai fini della trasmissione all’ARAN, e una copia della scheda predisposta per le votazioni, siglata anch’essa dal Presidente e da tutti i componenti la Commissione.

Tempistica e modalità di trasmissione

La trasmissione del verbale finale definitivo all’ARAN, secondo il calendario di cui al Protocollo del 7 dicembre 2021, deve avvenire tra il 19 e il 27 aprile 2022 . La data ultima di trasmissione del verbale è quindi fissata per  il 27 aprile 2022, ma  tale data può slittare se il  verbale perviene  all’Istituzione scolastica in data successiva. In tal caso, la Scuola provvede alla trasmissione del verbale all’ARAN, entro 5 giorni dalla ricezione del medesimo .

 

Il verbale va trasmesso all’ARAN in modalità online, accedendo all’area riserva della scuola sul portale dell’Agenzia, dove è stato predisposto l’applicativo “Verbali RSU”.

Per accedere all’area riservata suddetta si deve dapprima procedere alla registrazione del Responsabile Legale dell’Ente (RLE), ossia del Dirigente scolastico. Questi, a sua volta, può designare un Responsabile del Procedimento (RP) verbali RSU,  che potrà accedere all’omonimo applicativo (“Verbali RSU”).

ATTENZIONE: anche se  la trasmissione dei dati avvenga con le credenziali di accesso del Responsabile del Procedimento, il Dirigente Scolastico (RLE) ha sempre la responsabilità di quanto trasmesso, insieme al RP.

Nella circolare ARAN n. 1/2022 si afferma che è opportuno trasmettere il verbale, ossia caricare i dati elettorali, in presenza della Commissione elettorale, per i motivi di seguito indicati:

  1. nella fase di inserimento dei dati, l’applicativo segnala la presenza di eventuali errori materiali (es. la somma dei votanti non coincide con la somma delle schede scrutinate). In tal caso, il dirigente scolastico o il responsabile del procedimento non possono correggere autonomamente il dato ma devono comunicare alla Commissione Elettorale le anomalie riscontrate. Solo se la Commissione provvede a correggere le anomalie individuate, redigendo un nuovo verbale finale che sostituisce quello errato, l’Istituzione scolastica (DS e/o responsabile del procedimento) può inserire il dato corretto. Qualora ciò non accada, la scuola (DS e/o responsabile del procedimento) dichiara che, benché informata, la Commissione non ha provveduto alla modifica del verbale e completa la procedura di trasmissione;
  2. anche eventuali errori materiali, contenuti nel verbale, vanno segnalati alla Commissione, che li corregge redigendo un nuovo verbale finale, che va consegnato alla Scuola e annulla il precedente oppure mediante comunicazione sottoscritta dalla Commissione medesima;
  3. prima di procedere all’invio dei dati caricati, occorre stampare il documento generato dalla procedura, contenente il riepilogo dei dati inseriti, che va firmato dalla Commissione elettorale.

Il documento firmato, di cui al punto 3, è conservato dalla Scuola, insieme al verbale finale e alla copia della scheda elettorale, per 10 anni. Copia dello stesso documento va consegnata alla Commissione per l’inoltro alle OO.SS. che hanno presentato le liste.

Ricordiamo  infine che:

  • nell’ambito della procedura di caricamento dei dati, è richiesta la dichiarazione del rispetto dell’obbligo di affissione dei risultati elettorali per cinque giorni. Inoltre, è necessario precisare, negli appositi campi, l’esistenza di eventuali ricorsi pendenti presso la Commissione Elettorale. Anche in presenza di ricorsi, il verbale è trasmesso con apposita annotazione; la scuola poi comunicherà l’esito degli stessi, rientrando nella procedura “Verbali RSU”, per modificare il verbale oppure per togliere l’annotazione relativa alla presenza di ricorsi;
  • il verbale elettorale, generato dalla procedura e trasmesso all’ARAN in via telematica, deve essere una copia conforme all’originale consegnato dalla Commissione Elettorale.

 

Il 6 aprile p.v. dalle ore 9.30 la salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro saranno al centro del convegno organizzato dalla CONFSAL, che porterà, anche alla presenza dei vertici INAIL, le proprie proposte sull’organizzazione e la operatività dell’intero settore. Ti invito a seguire la DIRETTA su https://fb.me/e/4CeEMMm5W