Prosieguono positivamente gli incontri al MIUR in merito al Contratto triennale della mobilità

Nella riunione sul contratto triennale della mobilità che si è tenuta il 13 dicembre sono state recepite dall’Amministrazione, in via definitiva, le novità già preannunciate nei precedenti comunicati, con grande soddisfazione dello Snals. Infatti, durante le trattative, lo Snals, non è retrocesso di un passo rispetto alle richieste.

I temi su cui faticosamente si è raggiunta l’intesa con l’Amministrazione sono:

  • mobilità su istituzioni scolastiche, con un’unica domanda sarà possibile esprimere fino a 15 preferenze di scuola, comuni, distretti e province. Superamento, quindi, degli ambiti e della  chiamata diretta.
  • Ripristino della titolarità su scuola per tutti i docenti.
  • Ritorno alle tre fasi:
  1. comunale,
  2. provinciale,
  3. interprovinciale
  • Unica data di pubblicazione per tutti i movimenti.

Per favorire  il rientro dei docenti nelle province di residenza, penalizzati dalla legge 107/15, è stato stabilito di destinare il 50% alla mobilità, alle immissioni in ruolo andrà l’altro 50%.

Grazie alla ferma opposizione dello Snals, l’Amministrazione ha ritirato la proposta che prevedeva il trasferimento, con aliquote bloccate,  da posto di sostegno a posto comune.

Rimane da definire, invece, la proposta per i docenti utilizzati da diversi anni nei Licei Musicali.

Per il personale Ata vi sono stati piccoli aggiustamenti rispetto al testo dello scorso anno, cercando, in particolar modo, di rendere omogeneo il sistema delle precedenze a quello del personale docente.

Nel corso dell’incontro l’Amministrazione ha comunicato che le domande di partecipazione al concorso straordinario sono state 42.708, poiché è prevista la partecipazione a più procedure concorsuali le domande complessive sono state 48.472.

L’Amministrazione ha comunicato, altresì, i numeri relativi alle domande di cessazione dal servizio presentate nei termini di scadenza, e riguardano:

  • 15.190  il personale docente;
  • 4.448 il personale Ata;
  • 34 il personale educativo;
  • 131 i docenti IRC.

A questi dati bisogna aggiungere il numero dei pensionamenti d’ufficio dei docenti che lo scorso anno è stato pari a 5.000.

Gli incontri sulla mobilità proseguiranno giovedì 20 e venerdì 21 p.v.

Come è noto il disegno di legge di bilancio è in discussione al Parlamento per la sua approvazione e precisamente come Atto Camera 1334 alla Commissione Bilancio per poi passare al Senato. L’adozione dell’articolazione del bilancio in missioni e programmi conferisce evidenza alle funzioni e agli obiettivi perseguiti con la spesa pubblica. Le missioni rappresentano le funzioni principali e gli obiettivi strategici (a cui possono contribuire più amministrazioni). I programmi costituiscono le unità di voto parlamentare e rappresentano aggregati diretti alla realizzazione di politiche definite nell’ambito delle missioni. A partire dal disegno di legge di bilancio 2017-2019 sono state, inoltre, introdotte le azioni quali aggregati sottostanti i programmi di spesa ed è stato realizzato l’affidamento di ciascun programma a un unico centro di responsabilità amministrativa.

Il Disegno di Legge è articolato in 34 missioni e 176 programmi.

Le azioni sottostanti i programmi di spesa sono 713, ovvero 574 al netto di quelle che rappresentano le spese per il personale del programma. La struttura per missioni e programmi vede diversi cambiamenti rispetto all’esercizio 2018. Per consentire una maggiore confrontabilità tra le previsioni a legislazione vigente del nuovo triennio e quelle precedenti, è stata effettuata una riclassificazione delle singole unità gestionali del bilancio (i capitoli/piani gestionali) degli esercizi finanziari 2017 e 2018 allineando queste ultime alla classificazione per missioni e programmi adottata nel disegno di legge di bilancio 2019-2021.

Tra le missioni che sono interessate da un più rilevante aumento degli stanziamenti di competenza a legislazione vigente nel 2018 c’è la Missione 22: Istruzione Scolastica che vede un aumento degli stanziamenti di competenza del 3,5 per cento rispetto all’assestamento 2018 (4,2 per cento sulle previsioni iniziali). Tale missione è condizionata dall’evoluzione della spesa destinata al personale e dalla firma nell’aprile 2019 del rinnovo contrattuale del comparto scuola. Aumenta anche la dotazione complessiva del Programma 22.1 “Programmazione e coordinamento dell’istruzione scolastica” in relazione alle risorse stanziate sul Fondo per l’autonomia scolastica (+100 milioni) e sul Fondo per il miglioramento dell’offerta formativa (circa 700 milioni).

Nell’ambito della missione Istruzione scolastica le risorse per l’alternanza scuola-lavoro, nonché per la formazione in materia di tutela della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro passano dal programma 22.8 “Iniziative per lo sviluppo del sistema istruzione scolastica e per il diritto allo studio” gestito dal Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e di formazione al programma 22.18 “Istruzione del secondo ciclo” gestito dal dipartimento per la programmazione e la gestione delle risorse umane, finanziarie e strumentali.

Inoltre, il programma 22.19 “Reclutamento e aggiornamento dei dirigenti scolastici e del personale scolastico per l’istruzione”, precedentemente privo delle risorse per le retribuzioni del personale impegnato nell’attuazione del programma, ha acquisito una nuova azione dedicata alle spese per il personale:

  • Azione 4 “Spese di personale per il programma” L’amministrazione ha individuato il personale dedicato esclusivamente, o prevalentemente, al raggiungimento delle finalità del programma consentendo una rappresentazione delle stesse in un’apposita azione, come richiesto dai criteri generali di individuazione delle azioni.”

Nel capitolo V la relazione alla sezione prima del disegno di legge del bilancio è composta da una relazione illustrativa suddivisa in due parti; nella prima parte sono elencati 90 articoli suddivisi per dieci titoli.

L’art. 58 (Modifiche al decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 59, e altre disposizioni in materia di revisione del sistema di reclutamento dei docenti scolastici) enuncia quanto segue.

La norma intende rimediare ad alcune difficoltà che l’opera di ascolto dei portatori di interesse ha permesso di evidenziare, con riferimento all’attuazione del decreto legislativo n. 59 del 2017 e alla riforma da esso recata del modello di reclutamento e di formazione iniziale per i docenti della scuola secondaria. Difficoltà, peraltro, emerse anche durante i lavori di predisposizione dei regolamenti e decreti attuativi. Si tratta, in particolare, di:

  • lunghezza eccessiva del percorso di formazione iniziale, pari a ben tre anni;
  • ridondanza del percorso, per i soggetti già abilitati che decidano di partecipare, superandoli, ai concorsi ordinari. In particolare, a detti soggetti si richiede, sostanzialmente, di ripetere il percorso universitario di abilitazione all’insegnamento;
  • assoggettamento dei vincitori del concorso, dopo l’anno che assolve le funzioni di prova, all’istituto dell’individuazione per competenze, con conseguente mutamento nella sede di lavoro e soluzione della continuità didattica;
  • compenso, per i candidati frequentanti l’anno di specializzazione, di ridotta entità;
  • ridotta compatibilità del percorso di specializzazione con altre attività di docenza, con conseguente impatto negativo per la continuità reddituale, in particolare, dei candidati già iscritti nelle graduatorie di istituto;
  • eccessiva lunghezza dell’iter di approvazione dei regolamenti e decreti attuativi.

Per risolvere tutte le difficoltà di cui sopra, la norma in questione, che novella il decreto legislativo n. 59 del 2017 intende ridurre la durata del percorso, incrementare la continuità didattica, far venir meno il percorso sottopagato, di specializzazione e, infine, agevolare l’iter dei regolamenti e decreti attuativi. Tutte queste misure comportano la possibilità di tornare a un sano sistema di reclutamento basato su concorsi ordinari, nonché, incidentalmente, una considerevole riduzione di spesa, a favore di altri settori del sistema di istruzione.

Riflessioni:

L’articolo 58 ridefinisce il percorso per l’accesso nei ruoli di docente nella scuola secondaria, sia per i posti comuni che per quelli di sostegno. In particolare, sostituisce il percorso triennale di formazione iniziale, tirocinio e inserimento nella funzione docente (FIT) con un percorso annuale di formazione iniziale e prova, cui si continua ad accedere previo superamento di un concorso, all’esito del quale, però, si consegue già l’abilitazione all’insegnamento per la classe di concorso per cui si è partecipato e si è immessi in ruolo. Il docente, concluso positivamente l’anno di formazione iniziale e prova, deve rimanere nella stessa scuola, negli stessi tipo di posto e classe di concorso, per almeno altri quattro anni. Infine, dispone che, dall’a.s. 2019/2020, ai docenti non è più attribuita la titolarità su ambito territoriale. Si torna, dunque, alla titolarità del docente in una singola scuola.

In base al d.lgs. 59/2017, che si intende modificare, il percorso di formazione iniziale e accesso nei ruoli era articolato in:

  • un concorso pubblico nazionale, per esami e titoli, indetto su base regionale o interregionale con cadenza biennale, per la copertura dei posti previsti vacanti e disponibili nel terzo e quarto anno scolastico successivi a quello in cui è previsto l’espletamento delle prove concorsuali;
  • un successivo percorso triennale di formazione iniziale, tirocinio e inserimento nella funzione docente, destinato a tutti i vincitori del concorso, previa sottoscrizione di un contratto triennale retribuito (FIT).

Nel primo anno di contratto, il titolare deve frequentare il corso di specializzazione e, previo superamento dell’esame finale, conseguire il diploma di specializzazione. Nel secondo anno, sulla base di incarichi, e fermi restando gli altri impegni formativi, deve effettuare supplenze brevi e saltuarie non superiori a 15 giorni. Nel terzo anno – al quale si accede previo superamento della valutazione intermedia alla fine del secondo anno – deve effettuare supplenze su posti vacanti e disponibili. Il tirocinio, diretto e indiretto, è parte integrante e obbligatoria del percorso FIT.

La frequenza è obbligatoria. Il terzo anno si conclude con una valutazione finale:

  • l’accesso ai ruoli, a tempo indeterminato. In particolare, il titolare del contratto, in caso di valutazione finale positiva al termine del terzo anno del percorso FIT (che assolve anche l’obbligo dell’anno di prova), è assegnato all’ambito territoriale presso il quale ha prestato servizio nel corso del terzo anno del contratto e gli è attribuito un incarico triennale.

In breve sintesi, si prevede ora che il percorso di formazione iniziale e accesso ai ruoli si articoli, invece, in:

  • un concorso pubblico nazionale, indetto su base regionale o interregionale, all’esito del quale si consegue l’abilitazione all’insegnamento;
  • un percorso annuale di formazione iniziale e prova, cui accedono i vincitori del concorso;
  • l’accesso ai ruoli per i vincitori del concorso e l’assunzione a tempo indeterminato degli stessi, previa positiva valutazione del percorso annuale di formazione e prova.

Il Ministro Bussetti ha dichiarato recentemente di voler dare ordine al reclutamento attivando i concorsi in base al numero dei docenti da assumere e l’assunzione avverrà solo attraverso concorsi. I 24 CFU, crediti conseguiti in discipline antropo – psico – pedagogiche ed in metodologie e tecnologie didattiche, sono alla base della formazione dei docenti per affrontare le prove concorsuali. Ne dovrebbero essere esonerati dal conseguimento i docenti con tre anni di servizio.

Come già precisato in altre sedi lo Snals evidenzia alcune questioni principali:

  • l’eliminazione del FIT non garantisce l’attivazione di percorsi formativi in grado di accompagnare in maniera valida la formazione iniziale, mentre l’introduzione dei concorsi abilitanti sacrifica la decennale esperienza di raccordo del mondo della scuola con la ricerca e l’università con notevole pregiudizio della ricerca educativa e della elevazione della professionalità docente. Inoltre, l’introduzione dell’obbligo di permanenza nella scuola di prima immissione in ruolo per cinque anni comprime i diritti sindacali e le prerogative della contrattazione integrativa;
  • il prossimo anno resteranno vacanti e disponibili più di 100.000 posti e cattedre per i quali i concorsi in atto, anche a causa del contenzioso, non assicureranno le relative coperture, in modo particolare per il sostegno;
  • la mobilità professionale va sostenuta con percorsi riservati per il conseguimento dell’abilitazione per i docenti di ogni ordine di scuola in possesso del corrispondente titolo di studio per insegnare su altri posti e classi di concorso e senza l’obbligo di possesso dei CFU;
  • il concorso riservato per il personale con tre anni di servizio prestato in qualsiasi scuola del sistema nazionale di istruzione va indetto per un’aliquota superiore a quella prevista del 10%.

INCONTRO 6 DICEMBRE 2018 OO.SS. RAPPRESENTATIVE – MIUR DGFIS COMUNICATO CONGIUNTO 

Il 6 dicembre 2018, alle ore 15,00, presso il MIUR-DGFIS, si è tenuto il previsto incontro tra il Direttore Generale Livon, coadiuvato dai suoi collaboratori Riccardo Cataldo e Danilo Esposito, e le organizzazioni sindacali rappresentative del comparto Istruzione e ricerca (Flc Cgil, Cisl Federazione Scuola Università Ricerca, Federazione Uil Scuola Rua, Federazione Gilda Unams, Snals Confsal). A seguire il resoconto della riunione.

Fondo miglioramento offerta formativa a.a. 2017/2018

In primis, come anticipato nei comunicati brevi dei giorni precedenti, si è finalmente conclusa la farraginosa procedura del fondo d’istituto 2017/18 con la definitiva sottoscrizione del contratto integrativo nazionale di conferma dei criteri del vecchio CIN anche per il 2017/18. Immediatamente dopo i necessari passaggi formali, sarà aperta una finestra straordinaria nella piattaforma del “cedolino unico”, ancorché per la sola giornata del 14 dicembre, dalle ore 8,00 alle ore 16.

Alla data di redazione del presente comunicato il MIUR ha pubblicato il D.D. 3283 del 7 dicembre 2018 e le relative tabelle di ripartizione del fondo miglioramento offerta formativa e.f. 2018.

Seppure soddisfatti per l’importante risultato conseguito, che appena qualche settimana fa sembrava impossibile, abbiamo dovuto evidenziare che una sola giornata di apertura della piattaforma è insufficiente, soprattutto per le istituzioni con maggiori unità di personale e abbiamo preteso che la riassegnazione delle economie, per gli istituti che non riusciranno a disporre i pagamenti nella data prevista, avvenga in tempi rapidi, al massimo entro i primi mesi del prossimo anno.

Tenuto conto dello smisurato ritardo di quest’anno l’impegno sindacale futuro sarà diretto anche e soprattutto a promuovere l’individuazione di procedure semplificate per l’erogazione dei fondi accessori AFAM.

Risorse formazione e.f. 2018

Il CIN del 6 dicembre contiene anche la ripartizione tra le 82 istituzioni AFAM statali dei fondi per la formazione che, per l’anno 2018, ammontano complessivamente ad € 52.496,00; detti fondi saranno assegnati con una quota fissa di € 400 per ciascuna istituzione ed una quota variabile, proporzionale alla dotazione organica.

Constatiamo con profonda amarezza che si tratta di importi assolutamente irrisori ……meno di mille euro a istituto!

Assunzioni personale docente

Il 23 novembre scorso sono state pubblicate le Graduatorie Nazionali della legge 205/2017 e avviate le procedure per le assunzioni a tempo indeterminato dalle Graduatorie Nazionali della legge 128/2013.

Il ritardo delle nomine in ruolo, che, come noto, sono autorizzate in esito ad un percorso che coinvolge più Ministeri, è stato dovuto, da ultimo, all’attesa della registrazione del provvedimento da parte della Corte dei Conti, avvenuta solamente il 27 novembre.  Il MIUR aveva effettuato i conteggi relativi al budget assunzionale nel mese di luglio 2018 ed inviato al MEF la richiesta di autorizzazione per le nomine in ruolo, che ne verifica la compatibilità finanziaria; la Funzione Pubblica aveva poi predisposto il provvedimento formale che, rivestendo la forma del D.P.R., per dispiegare i suoi effetti nel mondo giuridico, deve essere firmato dal Presidente della Repubblica e registrato dalla Corte dei Conti; infine sarà pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale.  Il Dott. Livon ha tenuto a sottolineare di avere consentito ai docenti di effettuare la scelta delle sedi ancor prima del perfezionamento del provvedimento e di essere, altresì, rimasto in contatto costante con la Funzione Pubblica al fine di poter tempestivamente avviare il seguito della procedure (assegnazione delle sedi, accettazione o rinuncia, presa di servizio, sottoscrizione dei contratti di lavoro).

Prendiamo atto delle dichiarazioni del Direttore Generale a discolpa del MIUR ma riteniamo che la filiera assunzionale, per concludersi in concomitanza con l’inizio dell’anno accademico, sarebbe dovuta partire con maggiore anticipo.

Per quanto riguarda la fase dell’ottimizzazione delle sedi e della successiva sostituzione dei rinunciatari occorrerà attendere che il MIUR verifichi quanti dei posti autorizzati per il ruolo non saranno stati coperti; i posti dei rinunciatari saranno attribuiti al medesimo settore artistico disciplinare ed assegnati per scorrimento di graduatoria, ovviamente dopo l’ottimizzazione delle sedi, ai candidati ivi inclusi; nell’ipotesi, allo stato remota, in cui non ci fossero più candidati, si potrebbe anche attingere al medesimo SAD della GN 205.

Terminata la fase del ruolo si passerà all’attribuzione degli incarichi a tempo determinato che, per la GN 128, si concluderanno presumibilmente entro dicembre.

Per la GN 205 si procederà con modalità analoghe a quelle della GN 128 (avviso con descrizione e tempistica della procedura, scelta sedi online, attribuzione incarichi, ottimizzazione sedi), ma è assai probabile che slitteranno a gennaio 2019.

Assunzioni personale tecnico-amministrativo

Finalmente, dopo tante sollecitazioni, riparte la stabilizzazione dei precari tecnici-amministrativi!

Il ritardo è stato dovuto alla ingente mole di lavoro del MIUR per le nomine in ruolo dei docenti nonché per la costituzione delle nuove graduatorie nazionali legge 205.

Con la nota ministeriale del 25 ottobre scorso le istituzioni sono state allertate sull’avvio di una nuova tornata di stabilizzazioni del personale tecnico-amministrativo con requisiti maturati al 31 ottobre 2018 ed  invitate a formulare le consuete “graduatorie dei 24 mesi” per assistenti e coadiutori.

Dal 13 al 21 dicembre partirà la rilevazione del personale TA in servizio a tempo determinato in tutte le qualifiche professionali, un monitoraggio necessario in particolare per individuare gli aventi titolo al ruolo appartenenti ai profili di collaboratore e direttore di ragioneria.

I conteggi del budget assunzionale sono già stati effettuati considerando le cessazioni degli anni accademici 2016/17, 2017/18 e 2018/19 (una media di circa 35 per a.a.) ed è in corso la ricognizione del numero dei posti che saranno oggetto della richiesta di autorizzazione da inviare al MEF e alla Funzione Pubblica.

Abbiamo chiesto di considerare, in aggiunta alle anzidette cessazioni, anche il 10% del contratti a tempo determinato dell’a.a. 2016/17, così come previsto dalla legge di bilancio 2018 (art. 1 c. 654); il Dott. Livon ha accolto la richiesta assicurandone l’inserimento nella nota per MEF e FP.

Il MIUR prevede di concludere l’iter delle nuove nomine in ruolo, con la sottoscrizione dei contratti a tempo indeterminato, entro giugno 2019.

Considerato che quest’anno il ritardo ha afflitto pesantemente tutte le procedure AFAM, abbiamo chiesto di avviare a stretto giro anche la richiesta di autorizzazione per le nomine che saranno basate sulle cessazioni 2019/20, non appena acquisite. In proposito il MIUR presume di emanare la consueta circolare sulle cessazioni dal servizio ad inizio 2019.

Stato dei finanziamenti alle Istituzioni del settore AFAM

Quest’anno sono stati assegnati quasi tutti gli stanziamenti previsti tranne una piccola parte di quelli legati alla statizzazione degli ISSM e delle ABA LR.

Per il 2019 sembra che sia stato dato parere favorevole ad un emendamento alla legge di bilancio che assegnerebbe 5 milioni di euro alle istituzioni AFAM destinati ad interventi per gli studenti diversamente abili.

Fonte di preoccupazione desta, invece, la posizione di alcune Province, emersa in sede di Conferenza Stato-Regioni, di voler togliere il sostegno economico alle istituzioni AFAM per la gestione degli immobili in considerazione delle proprie difficoltà finanziarie.

Procedure di statizzazione delle Istituzioni AFAM non statali (ISSM e ABA LR storiche)

In merito allo stato di attuazione della statizzazione avevamo formalmente chiesto copia delle bozze dei provvedimenti in itinere sia al Dipartimento che alla Direzione Generale. Il Gabinetto del Ministro non ha autorizzato la richiesta ma ha consentito al Dott. Livon di illustrarcene i contenuti.

Ricordiamo che il processo di statizzazionee razionalizzazione degli ISSM (ex Istituti Musicali Pareggiati) e delle cinque Accademie non statali di belle arti (cd. Accademie storiche: Bergamo, Genova, Perugia, Ravenna e Verona), previsto dall’art. 22 bis del D.L. 50/2017 e, integrato, nei fondi, dalla legge di bilancio 2018, necessita di tre decreti attuativi:

  1. un decreto del Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, da adottare di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze, per disciplinare le modalità della statizzazione;
  2. un decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri per la definizione delle dotazioni organiche;
  3. decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze, su proposta del Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, per la ripartizione dei finanziamenti concernenti l’attuazione della statizzazione.

Il primo decreto, sulle procedure di statizzazione, è già stato firmato dal Ministro Bussetti ed inviato, il 23 novembre, al MEF per il concerto. Anche il terzo decreto, sui finanziamenti, di cui il MIUR è solo proponente, è stato predisposto e inviato al MEF, sempre in data 23 mentre il DPCM non è ancora pronto.

Nel merito la statizzazione sarà a domanda delle istituzioni da presentare attraverso una procedura telematica per la quale sono già in corso incontri tecnici tra il MIUR e il Cineca. La domanda dovrà essere corredata dalla documentazione elencata nel decreto quale, ad esempio, il progetto di statizzazione, l’eventuale progetto di federazione o fusione con altre istituzioni AFAM statali e non statali (la federazione potrebbe eventualmente coinvolgere anche istituzioni universitarie in quanto i soggetti federati conservano l’autonomia giuridica), l’elenco e i dati del personale in servizio al 24 giugno 2017 (data di conversione del DL 50/2017) o alla data di emanazione del decreto, documenti contabili e di controllo, ecc..

Gli enti locali dovranno continuare ad assicurare l’uso degli immobili e farsi carico della situazione debitoria degli istituti fino alla data di presentazione della domanda di statizzazione, come previsto dalla legge.

Alle Accademie di belle arti di Genova, Perugia e Verona, per le quali il processo di statizzazione è in stato più avanzato, sarà consentito di non ripresentare una parte della documentazione poiché già presentata e valutata negli accordi di programma sottoscritti. Per queste istituzioni la definitiva statizzazione potrebbe avvenire all’1.1.2020.

La valutazione delle istanze di statizzazione sarà effettuata da una commissione MIUR-MEF-Ministero PA che, in caso di documentazione carente o insufficiente, potrà richiederne l’integrazione; a seguito dell’esito positivo della valutazione saranno sottoscritte delle convenzioni tra i vari enti coinvolti per formalizzare gli impegni assunti con la domanda di statizzazione e definire la pianta organica. Nel caso di esito negativo della valutazione, che comunque non dovrebbe verificarsi, l’istituzione potrà integrare la domanda e sottoporsi ad una ulteriore valutazione da parte della commissione.

Infine, nel caso in cui gli enti locali occultassero dei debiti o li contraessero in epoca successiva alla domanda di statizzazione, l’istituzione sarà statizzata con la modalità della fusione con altre istituzioni AFAM.

Naturalmente, avendo ben chiaro che i pericoli sono sempre in agguato in processi di questo tipo, dove accanto alla parola “statizzazione” compare anche quella di “razionalizzazione”,  abbiamo chiesto di avere una particolare attenzione nei confronti delle istituzioni che vi parteciperanno ricordando che il processo di statizzazione deve essere inteso a salvaguardare, soprattutto nell’interesse degli studenti, questi importantissimi presidi della formazione artistica e musicale per i territori di appartenenza; abbiamo chiesto, inoltre, assicurazioni in merito al personale che vi presta servizio la cui tutela deve essere massima, tenuto conto che è la legge stessa a farne una fotografia assolutamente inclusiva, comprensiva sia del personale di ruolo, sia del personale precario. Abbiamo, infine, richiamato l’attenzione sul fatto che gli ISSM e le ABA LR fanno già parte del sistema AFAM.

Il MIUR prevede di concludere la statizzazione degli ISSM e delle restanti due ABA LR storiche (Bergamo e Ravenna) all’1.1.2021.

Passando al terzo decreto, quello relativo ai finanziamenti, occorre ricordare quelli che sono gli stanziamenti previsti (DL 50 + legge bilancio 2018) per la statizzazione:

  • 7,5 milioni per il 2017
  • 22 milioni per il 2018
  • 28,5 milioni per il 2019
  • 55 milioni dal 2020

Sull’anno 2018 restano ancora da ripartire 4 milioni (3,5 milioni agli ISSM e 0,5 milioni alle ABA LR)

Sull’anno 2019 gli stanziamenti saranno così ripartiti: 23 milioni agli ISSM e 5,5 milioni alle ABA LR.

Dall’anno 2020 la ripartizione sarà: 48 milioni agli ISSM e 7 milioni alle ABA LR.

I criteri di assegnazione terranno conto delle situazioni di maggiore criticità finanziaria (che sappiamo essere a Catania, Terni, Ribera e Taranto). A statizzazione avvenuta, però, i criteri saranno gli stessi degli attuali istituti AFAM statali e quegli ISSM che, per le predette criticità finanziarie, hanno avuto un maggiore finanziamento fino al 2020, dal 2021, nell’arco di un triennio, riceveranno un finanziamento ridotto, al fine di consentire il recupero delle maggiori somme ricevute.

Il decreto prevede anche incentivi per quelle istituzioni che intendano accorparsi ad altre.

Regolamento sul reclutamento (D.P.R.)

Come anticipato nell’incontro del 20 novembre scorso dal Capo Dipartimento Valditara, il Regolamento sul reclutamento sta andando avanti. Il 28 novembre 2018 è stato approvato dal Consiglio dei Ministri in sede di esame preliminare e ora l’iter prosegue al Consiglio di Stato e nelle Commissioni Parlamentari di Camera e Senato.

Anche per il testo in questione avevamo chiesto di poterne avere copia ma, più o meno per le stesse motivazioni addotte riguardo ai decreti di statizzazione, ci è stata negata.

Il testo, secondo quanto ci ha illustrato il Dott. Livon, non è cambiato di molto nella sostanza.  Fatti salvi gli aggiustamenti dovuti all’adeguamento normativo (stabilizzazione del precariato storico) e la previsione delle procedure per il passaggio alla prima fascia della docenza, i principi sono rimasti quelli della bozza di settembre 2017 ispirati ad una sempre maggiore autonomia delle istituzioni.

In sintesi i punti salienti:

  • programmazione del reclutamento del personale (ad invarianza di spesa);
  • possibilità di convertire posti di tecnici-amministrativi in posti di docente, e viceversa, purché la dotazione organica dei primi non superi il 50 % di quella dei secondi;
  • possibilità di convertire al massimo il 30% delle cattedre vacanti all’inizio dell’anno accademico in diversi settori disciplinari;
  • budget assunzionale come da legge  di bilancio fino al 2020/2021 (ossia: 100% del turn-over + 10% spesa contratti tempo determinato 2016/17) e, successivamente 100% del turn-over dell’anno precedente;
  • 30 % del budget riservato ad assumere gli inclusi in GNE-LEGGE 143-Legge 128-LEGGE 205;
  • almeno il 35% del budget riservato ad assumere gli inclusi in GET e nelle graduatorie dei nuovi concorsi per esami disciplinati dal regolamento;
  • dal 10 al 20% per il passaggio alla prima fascia della docenza con le seguenti modalità: i docenti di seconda fascia reclutati con concorsi per esami e titoli saranno valutati con procedure riservate per soli titoli; i docenti di seconda fascia reclutati con concorsi per titoli saranno valutati con procedure riservate per esami e titoli; con il budget già accantonato con il D.P.R. 24.10.2018 si prevede il passaggio di circa 350 unità; è confermato che i docenti di seconda fascia, all’atto del passaggio in prima fascia trasformano, il loro posto in un posto di prima fascia e tale resterà anche a seguito dei futuri pensionamenti;
  • minimo 10% riservato al reclutamento del personale tecnico-amministrativo in servizio su posto vacante, con tre anni di servizio negli ultimi otto, assunto con contratto a tempo determinato.

La Funzione Pubblica ha preteso l’inserimento del seguente principio generale: le assunzioni da graduatorie per soli titoli non possono superare il 50% di quelle effettuate con concorsi per titoli ed esami.

Il regolamento definisce, quindi, i concorsi per esami e titoli (modalità di espletamento, composizione delle commissioni, criteri di valutazione, ecc.).

In merito a quanto illustratoci dal Dott. Livon abbiamo avanzato numerose riserve che, in buona sostanza, sono quelle già rappresentate sulla bozza di settembre 2017.

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Elvira Serafini

Trascriviamo la sintesi dell’intervista video che il Segretario generale, Elvira Serafini, ha rilasciato a Orizzonte Scuola. Il video può essere rivisto sul sito SNALS al link https://goo.gl/FYhKBL oppure sul sito www.orizzontescuola.it al link   http://goo.gl/hTo9QC

Serafini (SNALS): più posti a mobilità per ritorno a Sud, sì tempo pieno, no regionalizzazione

Il Segretario dello SNALS a tutto campo sulle questioni calde che riguardano il mondo della scuola. Dalla mobilità, al tempo pieno, dalla questione docenti precari con 36 mesi di servizio, alla regionalizzazione.

L’aumento dell’aliquota per i trasferimenti interprovinciali vi soddisfa?

Dopo ampie discussioni siamo riusciti ad ottenere quello che volevamo, un ampliamento dell’aliquota. Così anche coloro i quali sono stati danneggiati dall’algoritmo potranno ritornare.

Altre misure che potrebbero servire?

Altre misure riguardano ad esempio il sostegno e altre situazioni possibili anche dovute alla mobilità interprovinciale, interregionale che stiamo in questi giorni esaminando ai tavoli.

Come si inserisce in questo contesto la norma sul tempo pieno che sarà inserita in Legge di Bilancio?

Una norma che sponsorizziamo e che va applicata, anche se nel territorio crea situazioni completamente diverse. Nella zona del centro e meridione non abbiamo le infrastrutture necessarie per sostenere il tempo prolungato. E’ chiaro che risolviamo tante problematiche collegate con l’organico.

Assunzioni, si entra per concorso. Quali le proposte per docenti con 36 mesi di servizio?

Devono essere assunti, è una legge europea. E’ giusto, anche, che si faccia una rivisitazione del FIT perché non si trascuri la formazione.

Quale impatto per i docenti in caso di regionalizzazione della scuola?

Non si può snaturare il principio della scuola nazionale, ci sarebbero delle difformità a seconda delle regioni. Chiediamo attraverso una petizione che nella legge della regionalizzazione sia tenuto fuori il capitolo istruzione. L’istruzione deve essere uguale per tutti, su tutto il territorio nazionale.

L’INPS, dopo aver sottoposto alla valutazione del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali l’opportunità di differire l’entrata in vigore delle indicazioni fornite con circolare n. 169/2017 “Prescrizione dei contributi pensionistici dovuti alle Gestioni pubbliche” alla data del 1° gennaio 2020, considerato che il citato Dicastero (con nota del 19 novembre 2018) ha dichiarato di non aver osservazioni in merito, ha emanato la circolare n. 117 del 11.12.2018.
Con questa circolare il termine di prescrizione dei contributi pensionistici è differito dal 1° gennaio 2019 al 1 gennaio 2020.

Si allega la circolare: Visualizza PDF

La direzione nazionale riunitasi a Roma ha esaminato il contenuto della bozza di legge di Bilancio approvata dalla Camera dei Deputati e passata ora all’esame del Senato .

Il dibattito approfondito, a cui ha partecipato il segretario provinciale di Bari prof. Vito Masciale con l’energia e la passione che lo contraddistingue, ha portato ad un documento finale riportato di seguito.

  Comunicato stampa 12/12/2018

Legge bilancio, Snals non esclude lo stato di agitazione pubblico impiego

Nell’incontro tenutosi lunedì scorso a Palazzo Chigi lo SNALS e la CONFSAL hanno ribadito al Presidente del Consiglio l’assoluta insufficienza delle risorse economiche stanziate nel disegno di Legge di Bilancio approvato alla Camera per il rinnovo dei contratti dei lavoratori del pubblico impiego.

Nell’articolato è previsto infatti un incremento a regime delle retribuzioni per il triennio 2019-20-21 pari a 1,95% complessivi (1,30%+035%+030%), che è meno della metà dell’inflazione stimata dall’ISTAT per lo stesso periodo, pari a 4,1%, e che determinerà un’ulteriore perdita del potere di acquisto delle retribuzioni.

È impensabile che gli operatori scolastici, cosi come i dipendenti pubblici della sanità, sicurezza, funzioni centrali e locali, possano accettare una così misera rivalutazione delle proprie retribuzioni. Ben altre erano le aspettative della categoria,atteso che il CCNL 2016/2018 – con aumenti a regime pari al 3,5% – aveva consentito di recuperare soltanto in minima parte la perdita del potere d’acquisto (pari a -12%) accumulatasi nei 10 anni di vacanza contrattuale. È anche evidente che il traguardo dell’allineamento degli stipendi dei docenti italiani a quelli dell’eurozona rischia di allontanarsi e diventare una mera illusione.

Pertanto, lo SNALS e la CONFSAL preannunciano la proclamazione dello stato di agitazione di tutte le categorie del pubblico impiego, riservandosi, in mancanza di risposte adeguate, azioni di mobilitazione e protesta.

 

Proposte di modifica dello SNALS-CONFSAL per l’Istruzione, l’Università, gli Enti pubblici di ricerca e l’Afam

Coerentemente con i principi di autonomia e di libertà, che contraddistinguono l’agire dello SNALS-CONFSAL, l’obiettivo delle proposte è il miglioramento della condizione dei settori che compongono il Comparto Istruzione e Ricerca, rispondendo alle attese del personale. L’impegno del governo nei confronti del sistema dell’istruzione e della ricerca non trova piena corrispondenza nel ddl di bilancio in corso di approvazione, dove non si rileva una visione strategica di sviluppo per l’intero comparto, oltre che per i limitati incrementi stipendiali di cui sopra, per altre due fondamentali ragioni:

  • carenza degli investimenti;
  • limiti nelle previsioni rispetto al funzionamento e all’organizzazione del sistema dell’istruzione e della ricerca.

Per quanto riguarda invece gli specifici settori del Comparto, lo SNALS-CONFSAL formula le seguenti osservazioni.

Scuola

Art. 5 (tassazione separata dei compensi derivanti dall’esercizio di attività autonome per lezioni private con un’aliquota unica del 15%):

  • in alternativa a tale previsione, è necessario l’incremento dei fondi a disposizione delle scuole per iniziative di potenziamento e recupero degli studenti;

Modifica della previsione di far valere il periodo trascorso in apprendistato ai fini dell’assolvimento dell’obbligo di istruzione (artt. 22 e 26):

  • questa misura ha delle conseguenze di particolare gravità, limitando il diritto all’istruzione e generando sfruttamento e abusi;

Modifica dell’art. 57 con attribuzione alle scuole di maggiore libertà di azione in merito all’obbligo dell’alternanza scuola–lavoro:

  • l’alternanza scuola-lavoro dovrà essere svolta garantendo concretamente la libera determinazione dei tempi e delle modalità di attuazione;

Riformulazione delle modifiche al percorso di formazione iniziale e di reclutamento dei docenti (art. 58):

  • questo articolo contiene elementi di particolare impatto sul sistema scolastico e, pertanto, necessita di una riflessione più approfondita,  nonché di varie proposte di modifica che tengano conto delle effettive esigenze, sia in termini di selezione e formazione (in ingresso ed in itinere) del personale docente, sia con riferimento alla mobilità territoriale e professionale.  Il tutto in aderenza rispetto ai reali bisogni educativi dell’utenza.

Università e Ricerca

Un piano consistente e adeguato di assunzioni:

  • le assunzioni previste nelle università (art.32) per 1000 unità di ricercatori di tipo B sono insufficienti e non risolvono, peraltro, le gravi carenze degli organici del personale docente;
  • l’anticipo al 2019 dell’incremento del Fondo per il finanziamento ordinario (FFO) previsto per il 2020;
  • l’incremento del numero di borse di studio per i medici specializzandi (art.41) non deve essere finanziato da una riduzione della durata dei corsi di specializzazione;
  • risorse per incrementare sia il Fondo Ordinario d’Ente degli EPR che i fondi ordinari degli enti non vigilati dal Miur (modifica art.34);
  • lo sblocco del vincolo sul fondo per il salario accessorio: la norma attuale (art. 23 co.2 D.Lgs. 75/2017) prevede il congelamento del fondo per il salario accessorio ai livelli del 2016, bloccando di fatto il processo di stabilizzazione negli EPR ai sensi dell’art.20 del D.Lgs. 75/2017;
  • una governance unica per gli enti di ricerca attraverso l’istituzione di un’Agenzia per la ricerca.

Afam

Risorse adeguate:

  1. per il miglioramento strutturale e dell’offerta formativa per la didattica, per la produzione e per la ricerca, i tre elementi cardine della riforma dell’Afam;
  2. per il Fondo di Finanziamento ordinario per l’Afam e per il Fondo di funzionamento delle Istituzioni Afam;
  3. per l’ampliamento dell’organico, superando il sistema gravemente limitante delle riconversioni;
  4. per il sostegno al diritto allo studio per gli studenti AFAM e particolarmente per il rinnovo del “Bonus Stradivari” per l’acquisto di strumenti musicali.

 

Roma, 10 dicembre 2018. “La CONFSAL è stata convocata dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte in data odierna, insieme alle altre Organizzazioni Sindacali Confederali, per discutere delle implicazioni sociali ed economiche della legge di Bilancio 2019.  Rileviamo che c’è stata una grande attenzione da parte del Presidente del Consiglio Conte sulle proposte presentate dalla CONFSAL sulle quali lo stesso Conte ha assicurato che ci sarà un tavolo aperto per lo sviluppo dei punti trattati”. Lo ha dichiarato Angelo Raffaele Margiotta, Segretario Generale della CONFSAL, dopo il confronto odierno fra il Presidente del Consiglio Conte e Le Organizzazioni sindacali sulla legge di Bilancio 2019.

Nel corso del confronto odierno sono stati trattati importanti argomenti: dalle pensioni al reddito di cittadinanza, dagli investimenti sulle infrastrutture alla digitalizzazione e semplificazione della Pubblica Amministrazione. In particolare la Confsal ha tenuto ad esprimere le proprie posizioni sulla riforma previdenziale e sul rinnovo dei contratti pubblici.

Per quanto riguarda la “quota 100” la CONFSAL ha auspicato una riforma più ampia e un sistema contributivo più equo.

Parimenti sul rinnovo dei contratti del pubblico impiego ha rappresentato la necessità inderogabile di incrementare le risorse previste  per evitare un’ulteriore perdita del potere di acquisto dei salari e quindi garantire ai lavoratori pubblici un contratto dignitoso. Al Presidente del Consiglio Conte abbiamo infine rappresentato che la CONFSAL c’è e intende svolgere il proprio ruolo sindacale con impegno, decisione e progettualità”, ha concluso Margiotta.

Il CSPI nell’Adunanza Plenaria del 11/12/2018 ha deliberato i seguenti Pareri:

1. Parere Decreto recante la disciplina relativa al concorso per il reclutamento del personale appartenente al profilo del direttore dei servizi generali e amministrativi, e relativo bando di concorso;

2. Parere su “Schema di decreto recante disposizioni concernenti le procedure di specializzazione sul sostegno di cui al decreto del Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca 10 settembre 2010, n. 249 e successive modificazioni”;

3. Parere su modificazioni al Decreto del Presidente della Provincia 5.8.2011, n.11-69/Leg “Regolamento stralcio per la definizione dei piani di studio provinciali relativi ai percorsi del secondo ciclo e per la disciplina della formazione in apprendistato per l’espletamento del diritto-dovere di istruzione e formazione (articoli 55 e 66 della legge provinciale 7.8.2006, n. 5).

Per quanto concerne il primo Parere, occorre sottolineare che l’emanazione del bando di concorso per DSGA era un provvedimento opportuno e necessario che, proprio perché da lungo tempo atteso, da un lato, dà risposta alle scuole favorendone la stabilità con la copertura dei posti liberi di Dsga, da anni affidati a reggenti oppure ad assistenti amministrativi facenti funzione e, dall’altro e al tempo stesso, favorisce l’ingresso di nuova forza lavoro che per la prima volta sarà in possesso dei titoli di studio previsti dal Contratto Collettivo nazionale di Lavoro del Comparto Istruzione e Ricerca.

Trattandosi del primo concorso dopo 18 anni di attesa, si ritiene che il bando debba necessariamente dare una concreta risposta alle legittime aspettative  dei circa 600 assistenti ammnistrativi facenti funzione che, in assenza dei DSGA, hanno ricoperto tale incarico, assicurando funzionalità e continuità di servizio a migliaia di scuole. Ciò anche in considerazione della speciale disposizione contenuta nella legge finanziaria 2018 che consente agli assistenti amministrativi facenti funzione, con almeno tre anni di servizio, l’ammissione al concorso per il profilo di Dsga anche in assenza del titolo di studio specifico.

Per quanto concerne il secondo Parere, il decreto in esame si inserisce in un contesto di fortissima incertezza normativa nel quale insistono sistemi di reclutamento e di formazione iniziale non conciliabili.

Il decreto in esame infatti nel titolo e nelle premesse fa riferimento al Decreto ministeriale di natura regolamentare 10 settembre 2010 n. 249 ed alle successive modificazioni.

Il decreto n. 249 dispone e regolamenta il sistema delle lauree abilitanti magistrali per tutti gli ordini e gradi di istruzione(mai attuato nel nostro ordinamento) oltre al diploma di specializzazione da conseguire in apposito corso per accedere all’insegnamento sul sostegno, successivamente regolamentato con decreto ministeriale 30/9/2011.

Inoltre si osserva che nel disegno di legge di bilancio in esame al Parlamento, è previsto un ulteriore sistema di reclutamento, che contrasta con  il decreto all’esame di questo CSPI.

La preoccupazione prevalente, in una situazione siffatta di totale disallineamento normativo, è che il decreto in esame una volta approvato ed attuato nelle procedure successive, possa diventare  oggetto di un notevole contenzioso.

In data 6 dicembre 2018, alle ore 15,00, si è svolto il previsto incontro al MIUR relativo al concorso DSGA e mobilità del personale ATA.

La delegazione trattante era formata dalla Dott.ssa Maria Maddalena Novelli e dal Dott. Filippo Serra.

Ad inizio seduta l’Amministrazione ha presentato il DM ed il bando di concorso per DSGA. Ha poi illustrato gli adempimenti da svolgere per procedere con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale entro il 28/12/2018.  Il bando, infatti, dovrà essere pubblicato entro la fine dell’anno, come indicato nella legge di bilancio 2018.

Il concorso, per 2004 posti, si svolgerà su base regionale. Nel caso in cui il numero dei candidati sia superiore a quattro volte i posti disponibili, si prevede una prova preselettiva.

Sono inoltre previste una prova scritta ed una prova orale.

Dopo un’attenta disamina del bando che prevede una riserva del 20% per il personale interno in possesso del titolo di laurea specifico, lo SNALS, unitamente alle altre sigle sindacali presenti, ha richiesto di rivedere tale percentuale elevandola fino al 40%, e comunque non al di sotto del 30%, e di applicare tale riserva anche a coloro che parteciperanno al concorso in virtù del servizio prestato per 36 mesi con funzione di DSGA.

In risposta alla richiesta di attivare la procedura per la mobilità professionale avente ad oggetto come primi destinatari i facenti funzioni di DSGA, l’Amministrazione ha garantito che sottoporrà il problema alla Funzione Pubblica e ha fissato un incontro di approfondimento sulla mobilità professionale il giorno 15 gennaio 2019. Tali posizioni si sono concretizzate nella firma di un verbale firmato dalle parti.

L’amministrazione inoltre ha informato che i 400 posti accantonati per il transito del personale delle camere di commercio per una riorganizzazione interna quasi sicuramente ritorneranno nelle disponibilità per il personale della scuola.

E’ iniziato il confronto sul CCNI sulla mobilità ATA  per il triennio 2019/2022 con la lettura dell’articolato. Si è convenuto di spostare nell’apposita sezione dedicata il comma 3 dell’art. 18 bis riguardante il personale ATA sulla Mobilità tra province statali che hanno modificato l’assetto territoriale di competenza.

In base all’art 34 comma 4 al personale Co.Co.Co. transitato nei ruoli ATA in attuazione dell’art. 1 comma 619 della legge di bilancio 2018  viene assegnata la titolarità presso l’istituzione scolastica su cui è stata effettuata l’assegnazione all’atto dell’assunzione in servizio.

Il comma 5 del suddetto articolo invece riguarda il blocco della mobilità di detto personale per un quadriennio.

Per tale problematica si è convenuto di rimandare al prossimo incontro le decisioni per le varie posizioni divergenti emerse al tavolo e di far arrivare all’Amministrazione altre osservazioni e proposte sulla rimanente parte dell’articolato ATA.

In data 6 dicembre 2018, presso il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, ha avuto luogo l’incontro tra la delegazione tra la parte pubblica del MIUR e le rappresentanze delle organizzazioni sindacali nazionali di categoria firmatarie delle CCNL 2018 legittimate alla contrattazione collettiva integrativa.

La convocazione prevedeva tra i punti all’ODG la sottoscrizione definitiva del contratto integrativo nazionale contenente i criteri di ripartizione del fondo di cui all’art.72 del CCNL 16/2/2005 e delle risorse per la formazione del personale.

Vista l’ipotesi di accordo relativa ai criteri di ripartizione del Fondo tra i singoli Istituti (Conservatori di Musica, Accademie di Belle Arti, Accademie Nazionali d’Arte drammatica, Accademia Nazionale di Danza e Istituti Superiori di Industria Artistica), vista la nota con la quale l’Ufficio Centrale del Bilancio presso il MIUR ha fornito la certificazione di competenza e viste le note del Ministero Economia e Finanze e del Dipartimento della Funzione pubblica che hanno fornito parere favorevole, il MIUR ha ritenuto necessario dover sottoporre l’ipotesi di accordo per la sottoscrizione definitiva anche allo SNALS CONFSAL, quale firmatario del CCNL dal 6 settembre 2018.

Pertanto le parti hanno proceduto alla definitiva sottoscrizione del Contratto Nazionale Integrativo.