Ci sono notizie come quella del docente schiaffeggiato all’istituto Majorana di Bari che non vorremmo mai leggere perché fanno male a tutti : fanno male all’immagine della scuola come istituzione, alla figura del docente come professionista non rispettato ,agli alunni che evidentemente pensano di non dover rispettare le regole della comunità scolastica di cui fanno parte e mancano di rispetto innanzi tutto a se stessi e ai loro compagni. Negli ultimi anni purtroppo più volte la violenza fisica che pervade tanti rapporti umani nella nostra attuale società ha avuto modo di manifestarsi nei confronti dei docenti dal nord al sud del nostro amato paese. Ovviamente non sono episodi che vanno sottaciuti o sottovalutati ma neanche devono servire per puntare il dito come segno di inefficienza del sistema scuola. Al collega che ha dovuto subire questa violenza fisica e morale tutta la nostra solidarietà ed ammirazione per non aver risposto da educatore con violenza alla violenza. Sono tanti aspetti di questa bruttissima e dolorosa vicenda su cui stanno indagando le forse dell’ordine e che sembra da rumors possa essere più complessa di come appare e su cui interrogarsi dalla disabitudine al rispetto delle regole da parte dei ragazzi all’uso dei cellulari in ambito scolastico con cui probabilmente l’alunna sanzionata ha avvertito qualcuno all’esterno alla violenza come strumento per avere ragione ma io voglio evidenziarne uno importantissimo che sicuramente fa da scenario all’episodio accaduto: la carenza di collaboratori scolastici . Questo episodio è solo la punta dell’iceberg della difficoltà che stanno vivendo tutte le scuole nel gestire la sicurezza ordinaria .I giornali che riportano la notizia descrivono l’arrivo in classe in ritardo della ragazza quindi possiamo dedurre che il docente stesse già facendo lezione : se vi state chiedendo come mai la ragazza non è stata fermata all’ingresso dove avrebbe dovuto aspettare per entrare in classe al termine dell’ora come avviene di solito la risposta la leggerete a breve. Il cronista di un quotidiano locale scrive “ due persone sono entrate indisturbate nell’edificio scolastico e sono andate al primo piano “ che per chi non è del mondo scuola è la descrizione di una situazione di grave inefficienza del servizio . Ma quando i collaboratori scolastici nell’organico di un istituto sono in numero altamente insufficiente per poter svolgere il compito di vigilanza e si devono barcamenare fra ingresso,uffici e controllo ai piani può succedere che una alunna arrivata in ritardo riesca a raggiungere indisturbata le scale che portano al piano della sua aula e che due persone estranei alla scuola riescano ad arrivare ad un aula del primo piano. Per questo i sindacati hanno protestato con forza lo scorso 30 settembre e non si fermeranno fin quando non ci sarà una decisione a favore dell’aumento dell’organico ata per quest’anno scolastico altrimenti ogni giorno andremo purtroppo a registrare episodi di varia specie ma che hanno una sola matrice : l’insufficienza del personale ata nello specifico dei preziosissimi collaboratori scolastici che da sempre sorvegliano e vegliano sulla sicurezza di tutti ma soprattutto dei ragazzi nelle scuole.

Riceviamo e pubblichiamo una riflessione del segretario provinciale prof. Vito Masciale

Via libera dal Consiglio dei Ministri alla riforma degli Istituti tecnici e professionali.
Un altro passo avanti nell’attuazione del PNRR Istruzione che punta a qualificare sempre di più il nostro sistema di istruzione, offrendo maggiori opportunità formative a ragazze e ragazzi, con una grande attenzione ai territori
Si vuole disegnare una filiera verticale e realizzare allo stesso tempo un patto educativo grazie al quale imprese, università, tessuto produttivo, territori, ITS Academy mettano a disposizione risorse e competenze per concorrere a migliorare istruzione dei nostri giovani, in linea con le prospettive di sviluppo del Paese. L’intento che anima la riforma è innovativo perché vuol colmare quel gap di cui le imprese, per prime, lamentano il peso per la loro crescita: la carenza di competenze professionali adeguate nelle nuove generazioni che entrano nel mondo del lavoro in continua evoluzione. Oggi è ancora un “ritardo strutturale ” del nostro sistema di formazione. Una realtà che il sistema attuale non è riuscito ad eliminare completamente perché troppo distanti le velocità con cui il mondo delle imprese evolve la propria struttura organizzativa e di produzione, con cui introduce processi e tecnologie avanzate, con cui avanza la richiesta di sempre nuove competenze professionali e la risposta del sistema formativo italiano(istituti superiori,tecnici e professionali e università) nel coprire con profili e professionalità tecniche e gestionali coerenti questa domanda di competenze. Questa riforma

almeno nelle intenzioni potrebbe essere una nuova, importante ma anche ultima possibilità d recuperare gran parte di queste distanze . I fondi del Pnrr si sa sono parecchio consistenti: complessivamente per la Missione 4 “Istruzione e Ricerca”, il piano mette 30,88 miliardi per il tema educativo e della produzione di conoscenza. Ma ne mette altri 4,4 miliardi per la sola Missione 5, “Inclusione e formazione”, dedicati alle nuove politiche attive del lavoro e della formazione. Fondi consistenti, ma che portano in dote rigorosi vincoli sull’investimento e sulle strategie per impiegare queste risorse . A cominciare da quei 660 milioni (per i cinque anni 2021-2026, circa 120 milioni l’anno) per collegare scuola e lavoro e superare il così detto mismatch , fenomeno che riguarda l’intero sistema dell’Istruzione e formazione professionale. Una criticità trasversale a tutti i livelli e ambiti dell’istruzione e della formazione fino a quella terziaria.

C’è un dato in più che il Pnrr auspica come premessa per una corretta impostazione della riforma: che Istruzione e Formazione inizino a collaborare nella definizione di politiche integrate sia in termini di programmazione dell’offerta formativa coerente con le richieste delle imprese e dei nuovi contesti produttivi, sia per supportare la transizione del sistema delle imprese e dell’istruzione in modo coerente, MA anche per costruire un momento di orientamento delle scelte dei giovani e delle famiglie più efficace e coerente con il mercato del lavoro. Ripensare e trasformare l’ultimo anno di scuola superiore in un “vero” periodo di orientamento è il primo criterio che il Pnrr fissa nei suoi vincoli di riforma del sistema complessivo della Formazione rivedendo l’ultimo anno di preparazione con «l’introduzione di periodi di stage in azienda che possano trasformarsi momenti di collegamento fra formazione e lavoro.

Nei decreti che saranno emessi entro il 2024 l’aspetto più difficoltoso sembra essere appunto : la coerenza, la costruzione e l’integrazione con lo sbocco professionale del dopo istituti superiori e scuola secondaria sia con l’Università ma soprattutto con il lavoro.
Questo per creare “percorsi differenziati in base alle scelte dei giovani”. E qui il primo richiamo è, nuovamente, per un maggiore allineamento fra il contenuto, i programmi e i percorsi di formazione delle scuole tecniche, ed eventualmente adattato costantemente in base ai riscontri con le imprese, a quelle che sono i fabbisogni e le esigenze del sistema produttivo e dei vari settori industriali e commerciali

In questo senso, a proposito di collegamenti fra scuola e lavoro, tra momenti formativi e mondo delle imprese, ma soprattutto per accorciare questa distanza, fra scuola e impresa, il Pnrr ha dato un’ulteriore e robusta spinta alla sperimentazione, in corso da qualche anno, di accorciare di un anno, da quattro a cinque, gli anni degli istituti tecnici e dei licei quadriennali al posto delle tradizionali superiori quinquennali in modo che in futuro gli studenti italiani potranno diplomarsi in quattro anni. Con l’obiettivo sempre di avvicinare i nostri giovani ai loro coetanei europei, che in tanti casi si diplomano a 18 anni anziché a 19 guadagnando un anno per gli studi universitari o per la ricerca del lavoro: la bozza di decreto del ministero dell’Istruzione, inviata per il parere al Cspi,, il Consiglio superiore della pubblica istruzione, organo tecnico consultivo del ministero, che esprimerà il suo parere, intende proprio accorciare una distanza anche in confronto a quanto già succede negli altri paesi europei, dove in molti casi gli studenti delle superiori si diplomano a 18 anni anziché a 19, avvantaggiandosi così di un anno nell’iniziare non solo un percorso universitario ma anche entrare nel mondo del lavoro. L’iniziativa, che dovrebbe riguardare almeno altri mille istituti superiori, scatterà dal prossimo anno scolastico 2022-23. Dal 2022/23 la sperimentazione raggiunge le mille scuole: licei e tecnici, se autorizzati, potranno partire nel 2022/23, gli istituti professionali dal 2023/24

Il Ministero dell’istruzione potrà autorizzare mille nuove prime classi sperimentali, caratterizzate da percorsi altamente innovativi e in linea con le nuove direttrici del Pnrr, oltre che di un anno più brevi. Sulla falsariga di quanto già accade in altri Paesi, come Francia, Belgio, Paesi Bassi, Portogallo, Regno Unito. I percorsi di 4 anni dovranno garantire l’insegnamento di tutte le discipline previste dall’indirizzo di studi di riferimento, comprese educazione civica, transizione ecologica, sviluppo sostenibile, potenziamento delle discipline Stem, attraverso flessibilità didattica-organizzativa, incluso il digitale, e laboratoriale. Il tutto con una forte apertura a mondo del lavoro, ordini professionali, università e Its

Le scuole, statali o paritarie, che vorranno partecipare alla sperimentazione quadriennale dovranno presentare un progetto: gli studenti dovranno aver effettuato «un pregresso e regolare» percorso scolastico di otto anni; ci dovrà essere un potenziamento dell’apprendimento linguistico (attraverso l’insegnamento di almeno una disciplina non linguistica con metodologia Clil, a partire dal terzo anno di corso), più laboratori e insegnamenti opzionali e personalizzati, e una rimodulazione del calendario scolastico annuale e dell’orario settimanale delle lezioni.

Nella sostanza, e in base alla proposta del decreto, il via libero all’ampliamento della sperimentazione è previsto ma solo dopo aver definito con percorsi notevolmente innovativi e in linea con le nuove direttrici tracciate dal Pnrr, percorsi di un anno più brevi.

Quindi niente furbe scorciatoie ma rigorosi vincoli fissati dal Pnrr per questo passaggio. Nessuno sconto sulle materie d’insegnamento, che anzi prevedono non solo un potenziamento (lingue, più insegnamenti e laboratori personalizzati tra cui poter scegliere e una rimodulazione delle ore di lezione e del calendario scolastico), ma gli istituti che parteciperanno alla sperimentazione dovranno assicurare il raggiungimento delle competenze e degli obiettivi di apprendimento previsti per il quinto anno di corso.

Certo il quadro del futuro della scuola in Italia sarà più chiaro quando sarà resa nota la bozza sull’orientamento cioè il “primo anello della catena ” : come non essere d’accordo col prof. Ichino che propone un servizio di orientamento diffuso e facilmente accessibile per tutti, soprattutto i più giovani, capace di eseguire la profilazione delle attitudini e delle aspirazioni di ciascun individuo, il confronto tra le une e le altre e l’indicazione di itinerari di ricerca/formazione/riqualificazione realistici. un servizio capace di prendere in carico ogni adolescente all’uscita di ciascun ciclo scolastico di scuola media inferiore e superiore .

Tuttavia nessun servizio di orientamento può funzionare bene, se non è disponibile l’indice di efficacia di ciascun corso di formazione professionale disponibile .Questo indice è costituito dal tasso di coerenza fra formazione impartita in ciascun corso e sbocchi occupazionali effettivamente conseguiti da coloro che lo hanno frequentato. Per poterlo rilevare in modo sistematico è indispensabile istituire un’anagrafe della formazione professionale, i cui dati possano essere incrociati con quelli delle Comunicazioni Obbligatorie al ministero del Lavoro, delle iscrizioni a qualsiasi lista o albo per attività autonome , nonché alle liste di disoccupazione, secondo quanto già previsto – ma mai attuato – negli articoli 13-16 del decreto legislativo n. 150/2015. Ciascun centro di formazione professionale deve essere obbligato a pubblicare il proprio tasso di coerenza rilevato per i tre anni precedenti».

Un passaggio che indirettamente chiama in causa un ulteriore soggetto del sistema di formazione professionale, le Regioni. Gli assessori all’Istruzione di 11 Regioni hanno dialogato sulla riforma dell’orientamento che sta approntando il ministro Bianchi (Molise, Piemonte, Liguria, Sardegna, Toscana, Provincia Autonoma di Trento, Puglia, Veneto, Abruzzo, Lazio e Friuli-Venezia Giulia)e hanno presentato le rispettive buone pratiche,tra le proposte è emersa la necessità di un tutor –orientatore presso ogni scuola e la «necessità di promuovere una cultura diffusa dell’orientamento scolastico precoce fin dalle elementari , in un percorso che accompagni gli alunni dalle elementari alle superiori mettendoli così in grado di compiere scelte consapevoli, senza dimenticare il coinvolgimento delle famiglie e la formazione dei docenti. Un processo strettamente integrato con il territorio che risponda ad esigenze specifiche del mercato del lavoro locale»..

Per es noi abbiamo una grande economia l’economia del mare che richiede figure professionali e competenze nuove ma che gli istituti tecnici nautici e i professionali per le attività marinare non formano ancora.
Vito Masciale

personale ata

La mancata conferma del cosi detto organico Covid auspicato da tutti nel mondo a scuola eccetto evidentemente che dal ministro ha peggiorato enormemente la gestione organizzativa delle scuole. Sia in cattedra dove comunque stanno salendo migliaia di docenti precari sia nelle segreterie ,nei laboratori , nei corridoi e negli atri d’ingresso delle scuole per l’assenza di personale Ata .Assenza quest’ultima che dipende esclusivamente dal ministero che ha autorizzato posti in deroga assolutamente insufficiente a coprire il fabbisogno delle scuole .Il DPR n.119/2009 che definisce i criteri e i parametri per la determinazione degli organici del personale ATA deve essere mandato in archivio e sostituito al più presto da nuove norme. Sono passati più di 10 anni e nel frattempo le esigenze organizzative delle scuole sono profondamente cambiate perché in questi anni il loro ruolo si è evoluto: rapporti sempre più stretti col territorio, progettualità a fiumi,offerta formativa diversificata. Da tutto ciò derivano : maggiori necessità di vigilanza e quindi più collaboratori scolastici, maggiori competenze nei laboratori e quindi più assistenti tecnici ed infine maggiori competenze contabili amministrative nelle segreterie e quindi più assistenti amministrativi e dsga. Ed invece la realtà : più incombenze da far svolgere sempre allo stesso numero di personale che si ritrova con carichi di lavoro a volte estenuanti specie in prossimità di scadenze estremamente importanti per il futuro delle scuole: dai progetti Pon ai progetti europei ed ora anche tutte le corrette procedure per i fondi del PNRR. E’ indispensabile un cambio di rotta : serve più personale e soprattutto serve più personale preparato e competente. Non è sufficiente coprire le cattedre con docenti precari preparatissimi magari dal punto di vista teorico muniti di tanta buona volontà ma scarsissima esperienza didattica per una didattica di qualità servono docenti competenti e il mistero si preoccupa di ciò creando per loro un percorso di formazione continuo. E per il personale ata il cui ruolo nella scuola odierna richiede competenze strettamente legate alla complessità della organizzazione? Si incrementano le dotazioni tecnologiche nelle scuole di ogni ordine e grado e a quando l’aumento del numero degli assistenti tecnici ? Il ministro spera di risolvere tutto col tempo sedendo sulla riva del fiume in attesa che il calo demografico riduca la necessità di personale ? Non è più il tempo di slogan e di affascinanti affermazioni servono fatti: la politica deve investire nel sistema scuola del paese prendendo esempio dal tante volte citato resto d’europa e le percentuali di Pil investite in quei paesi per l’istruzione. Quando ? siamo a settembre la prossima legge di bilancio è vicina : è questo il momento migliore per dimostrare di voler passare dalle parole ai fatti.

Ed eccoci di nuovo al primo settembre: inizia il nuovo anno scolastico
L’estate è stata così intensa di novità e lavoro nel mondo scuola che
della sospensione estiva dell’attività didattica quasi non si è avuto tempo
di rendersene conto.
La scuola non si è maifermata.
La scuola non si ferma mai.
E domani o nei giorni immediatamente a seguire gli
auditorium delle scuole ospiteranno il primo collegio con docenti
più o meno abbronzati masorridenti e con la gioia di esserci.
Ecco il mio primo augurio a tutto il personale della scuola che
nessuno e nessuna norma possa privarci della gioia di essere e fare scuola.
La gioia è virale più di un tweet o di un video su Tik Tok: difendiamo
la nostra gioia di essere scuola e anche i nostri alunni
e le loro famiglie ne saranno contagiati.
Torniamo a scuola con gioia e pieni di speranze: la speranza di poter finalmente
ricevere una retribuzione adeguata e dignitosa che non è solo una questione venale
di denaro ma il giusto riconoscimento al più bel mestiere del mondo che ti fa vivere
sempre in mezzo ai giovani che sono il futuro, che ti dà gratificazioni morali inimmaginabili
nelle altre professioni ma in cambio ti chiede studio costante, impegno che va ben oltre
quello che prevede il contratto e attenzione al massimo perché in ogni caso il nostro
incontro con ciascuno degli alunni e delle alunne lascerà un segno
nelle loro vite e in quella delle loro famiglie e non penso solo ai docenti.
Ogni ruolo nella scuola lascerà col suo modo di lavorare e di essere scuola una traccia nella
crescita dei bambini e delle bambine, dei ragazzi e delle ragazze. Il mio secondo augurio è che sia
un anno migliore degli ultimi e non penso solo al covid: un anno dove le decisioni per la scuola
siano condivise e non imposte dall’alto, un anno dove non si deve più restare parcheggiati in
graduatoria per tanto tempo dopo aver faticosamente vinto un concorso, un anno dove si cominci
a parlare sul serio di una equa carriera docenti.
In questi tempi la parola scuola è accompagnata da tanti aggettivi io ne voglio aggiungere uno:
auguro a tutti noi una scuola condivisa perché come diceva Michael Jordan, “Il talento vince la
partita ma l’intelligenza e il gioco di squadra vincono il campionato”.
E allora buon anno scolastico andiamo a incominciare…

Sono state ripubblicate le graduatorie GPS di prima e seconda fascia sul sito
dell’ufficio territoriale per l’ambito di Bari.
Si invitano tutti gli interessati a consultarle per verificare l’esattezza
della propria posizione in graduatoria

Si comunica che terminata oggi 16 agosto la consulenza per la scelta delle scuole nelle GPS gli uffici Snals di Bari e delle sedi territoriali saranno chiusi a partire da domani 17 agosto fino a domenica 21 agosto compreso. Le attività riprenderanno lunedi 22 agosto dalle 15.30. Per urgenze si invita ad inviare una mail all’indirizzo: info@snalsbari.it. Sarà dato pronto riscontro. Grazie per la collaborazione e auguri di serene vacanze a tutti.

Si comunica che la centralina telefonica della sede provinciale di Bari non funziona per problemi tecnici.
Pertanto la sede è telefonicamente isolata.
Gli uffici sono aperti ed operativi.
Per contatti gli iscritti sono invitati ad inviare mail all’indirizzo:info@snalsbari.it
I tecnici ci hanno assicurato il ripristino del servizio telefonico per i prossimi giorni.
Appena la funzionalità delle linee telfoniche sarà rispristinata sarà pubblicato un nuovo avviso .
Ci scusiamo per il disagio e grazie per la collaborazione.

CCNL 19/21 – RISORSE INSUFFICIENTI. PER LO SNALS-CONFSAL NON CI SONO LE
CONDIZIONI PER LA SOTTOSCRIZIONE

Le risorse disponibili comunicate dall’Aran alle organizzazioni
sindacali nell’ambito delle trattative per il rinnovo del CCNL consentono un aumento
effettivo lordo delle retribuzioni dei docenti pari a circa 80 euro medi mensili. Per la
valorizzazione del personale docente sono previsti ulteriori 270 milioni di euro.
Per la revisione dei profili professionali del personale ata sono stati previsti circa 36
milioni di euro mentre per il salario accessorio sono previsti ulteriori 14 milioni di euro.
La mobilitazione dello Snals-Confsal e delle altre organizzazioni sindacali ha
sicuramente determinato un incremento delle risorse stanziate che comunque sono
ancora insufficienti per garantire un adeguato riconoscimento del lavoro di tutto il
personale della scuola.
Per lo Snals-Confsal resta imprescindibile l’adeguamento delle retribuzioni dei docenti
a quelle medie europee. Un punto di partenza accettabile potrebbe essere
l’allineamento degli stipendi del personale della scuola alla media retributiva degli altri
settori pubblici, per realizzare interventi in grado di valorizzare la professionalità
docente, assicurare una formazione di qualità per tutta la categoria, consentire un
innalzamento e qualificazione dei profili ATA.
Non va dimenticato che il DL 36 non ha rappresentato solo una violenta sottrazione di
materie alla contrattazione ma ha comportato anche una notevole riduzione delle
risorse contrattuali destinate al MOF e delle risorse destinate alla formazione del
personale gestita direttamente dalle scuole.
Per avviare le trattative per il rinnovo del CCNL verso la strada della sottoscrizione
occorrono nuove risorse ed un segnale concreto di una nuova attenzione per la
comunità scolastica.
Come già annunciato più volte, lo Snals-Confsal avvierà dalle prime settimane di
settembre una mobilitazione del personale della scuola. Siamo intenzionati a non
cedere alle vuote promesse ed agli impegni generici. Solo fatti concreti, nuove risorse
e il rispetto dei patti sottoscritti potranno determinare una svolta positive nelle relazioni
sindacali.

Pubblichiamo di seguito il testo integrale delle istruzioni impartite dal ministero dell’istruzione per il conferimento delle supplenze ai docenti.personale educativo e al personale ATA per il prossimo anno scolastico

OGGETTO: Anno scolastico 2022/2023 – Istruzioni e indicazioni operative in materia di
supplenze al personale docente, educativo ed A.T.A. –
Trasmissione DM n. 188 del 21 luglio 2022.

In relazione all’oggetto si trasmette in allegato il DM 21 luglio 2022, n. 188,
in corso di registrazione, e si forniscono istruzioni e indicazioni operative in
materia di attribuzione di supplenze al personale scolastico per l’a. s. 2022/23.

1. PERSONALE DOCENTE: CONFERIMENTO DI CONTRATTI A TEMPO DETERMINATO
FINALIZZATI AL RECLUTAMENTO A TEMPO INDETERMINATO
(procedure di cui all’articolo 5 ter del decreto-legge 30 dicembre 2021, n. 228,
e all’articolo 59, comma 9 bis, del decreto-legge 25 maggio 2021, n. 73)

L’articolo 5 ter del decreto-legge 30 dicembre 2021, n. 228, convertito con
modificazioni dalla legge 25 febbraio 2022, n. 15, ha previsto, al fine di
sopperire alle esigenze di sostegno scolastico e di garantire i diritti degli
studenti con disabilità, che l’applicazione della procedura prevista
dall’articolo 59, comma 4, del decreto-legge 25 maggio 2021, n. 73, convertito,
con modificazioni, dalla legge 23 luglio 2021, n. 106, sia prorogata per le
assunzioni riguardanti i posti vacanti e disponibili nelle scuole di
ogni ordine e grado per l’anno scolastico 2022/2023, limitatamente ai soggetti
iscritti nella prima fascia delle graduatorie provinciali per le supplenze
riservate ai docenti in possesso del titolo di specializzazione su sostegno,
di cui all’articolo 4, comma 6 bis, della legge 3 maggio 1999, n. 124.
In attuazione del quadro normativo sopra richiamato, è stato adottato
il D.M. 21 luglio 2022, n. 188, che ad ogni buon fine si allega in copia.
Per effetto di tale decreto ministeriale, gli aspiranti manifestano
la volontà di partecipare alla procedura e attestano, nell’apposita sezione
della piattaforma all’uopo predisposta, il possesso dei requisiti tramite istanza
nella stessa provincia nella quale risultino iscritti nella prima fascia delle GPS
per posto di sostegno unicamente in modalità telematica attraverso l’applicazione
“Istanze on Line (POLIS)”.
Si rinvia all’apposita Guida operativa predisposta dal gestore del sistema informatico
in merito all’utilizzo della piattaforma e alla modalità di inserimento delle istanze.
L’assegnazione di una delle sedi indicate nella domanda comporta l’accettazione della stessa.
L’assegnazione dell’incarico preclude il conferimento delle supplenze di cui
all’articolo 2, comma 4, lettere a) e b) dell’Ordinanza ministeriale n. 112
del 06 maggio 2022, per qualsiasi classe di concorso o tipologia di posto. La
mancata presentazione dell’istanza comporta la rinuncia alla partecipazione
alla procedura. La mancata indicazione di talune sedi è intesa quale rinuncia
per le sedi non espresse. La rinuncia all’incarico preclude il rifacimento delle operazioni.
In caso di rinuncia, resta salva la possibilità di partecipazione alle successive
procedure di conferimento delle nomine a tempo determinato per qualsiasi classe di concorso
o tipologia di posto, qualora la rinuncia stessa pervenga entro il termine indicato
dall’ufficio territorialmente competente.
La mancata assegnazione dell’incarico per le tipologie di posto di sostegno e
per le sedi richieste consente la partecipazione alle successive procedure
di conferimento delle nomine a tempo determinato di cui all’articolo
2, comma 4, lettere a) e b) dell’O.M. 112/2022
Gli uffici provvedono alla pubblicazione del contingente destinato
all’assegnazione degli incarichi a tempo determinato di cui al DM 21 luglio 2022,
n. 188, all’esito delle procedure di immissione in ruolo di cui al DM n.
184 del 19 luglio 2022, previo accantonamento dei posti destinati ai concorsi ordinari
di cui ai D.D. 21 aprile 2020 n. 498 e 499, qualora le relative procedure non siano ancora concluse.
L’individuazione dei destinatari dei contratti a tempo determinato di cui al
DM n. 188 del 21 luglio 2022 è disposta con procedura informatizzata, secondo le seguenti fasi:
– gli USR, attraverso il sistema informativo, indicano il numero di posti disponibili
in ogni istituzione scolastica, distinto per tipologia di posto di sostegno;
– gli USR, a seguito della verifica delle istanze presentate, assegnano gli aspiranti
alle singole istituzioni scolastiche attraverso una procedura automatizzata nell’ordine
delle tipologie di posto di sostegno indicato e sulla base della posizione
rivestita nella prima fascia delle GPS e delle preferenze espresse. In caso di
indicazione di preferenze sintetiche, l’ordine di preferenza delle istituzioni scolastiche
all’interno del comune o del distretto è effettuato sulla base dell’ordinamento alfanumerico
crescente del codice meccanografico.
Gli esiti dell’individuazione sono comunicati a cura degli uffici territoriali ai docenti
ed alle scuole interessate.
È opportuno segnalare che anche il personale scolastico di ruolo, avendone titolo,
può partecipare alla procedura in esame – nei limiti previsti dagli articoli 36 e 59 del CCNL
del comparto scuola 2006-2009 – nonché all’attribuzione delle supplenze di cui al successivo punto 2.
Si richiama infine l’attenzione in merito a quanto disposto dall’articolo 399, comma 3-bis,
del T.U., nella parte in cui dispone che “l’immissione in ruolo comporta, all’esito positivo
del periodo di formazione e di prova, la decadenza da ogni graduatoria finalizzata
alla stipulazione di contratti di lavoro a tempo determinato o
indeterminato per il personale del comparto scuola, ad eccezione di graduatorie
di concorsi ordinari, per titoli ed esami, di procedure concorsuali diverse da quella
di immissione in ruolo.”
Nel periodo compreso tra il 2 agosto (h. 9,00) ed il 16 agosto (h. 14,00),
saranno disponibili le funzioni telematiche per la presentazione delle istanze finalizzate
alla partecipazione alla procedura di cui al DM n. 188 del 21 luglio 2022 e a quella
di cui all’articolo 2, comma 4, lettere a) e b) dell’OM n. 112/22; dette istanze
potranno essere presentate unicamente in modalità telematica, ai sensi del
decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, tramite il portale delle “Istanze on line”.
Per quanto attiene alla procedura straordinaria di cui all’articolo 59, comma 9 bis,
del decreto-legge 25 maggio 2021, n. 73, come sostituito dall’articolo 5,
comma 3 quinquies, del decreto-legge 30 dicembre 2021, n. 228,
convertito con modificazioni dalla legge 25 febbraio 2022, n. 15,
gli Uffici scolastici regionali procederanno autonomamente a determinare le fasi
di convocazione ai fini dell’assegnazione agli aspiranti della provincia e
della sede, utilizzando il sistema informativo (cosiddetto INR),
dopo aver concluso la procedura di cui all’articolo 1, commi da 17 a 17 septies,
del decreto-legge 29 ottobre 2019, n. 126 (cosiddetta call veloce).

2. CONFERIMENTO DELLE SUPPLENZE AL PERSONALE DOCENTE ED EDUCATIVO

Terminate le procedure di cui di cui al DM n. 188 del 21 luglio 2022,
qualora non sia ancora state effettuate le operazioni di conferimento
della nomina relativamente alla citata procedura di cui all’articolo 59, comma 9 bis,
del decreto-legge 25 maggio 2021, n. 73, i dirigenti degli Uffici territorialmente
competenti provvederanno ad accantonare i posti riservati alla stessa,
già resi indisponibili per le operazioni di nomina in ruolo, in quanto
destinati alle assunzioni a tempo determinato degli aspiranti inseriti
nelle graduatorie di cui all’articolo 9 del decreto ministeriale 28 aprile 2022, n. 108.
A seguito di quanto sopra, il conferimento degli incarichi a tempo determinato
per l’anno scolastico 2022/23 sarà disposto secondo le seguenti tipologie:
a) supplenze annuali per la copertura delle cattedre e posti d’insegnamento,
su posto comune o di sostegno, vacanti e disponibili entro la data del 31 dicembre
e che rimangano presumibilmente tali per tutto l’anno scolastico, da assegnare
con termine al 31 agosto;
b) supplenze temporanee sino al termine delle attività didattiche per la copertura
di cattedre e posti d’insegnamento, su posto comune o di sostegno, non vacanti
ma di fatto disponibili, resisi tali entro la data del 31 dicembre e fino
al termine dell’anno scolastico e per le ore di insegnamento che non concorrano a
costituire cattedre o posti orario, il cui termine coincide con il
giorno annualmente indicato dal relativo calendario scolastico quale termine
delle attività didattiche;
c) supplenze temporanee per ogni altra necessità diversa dai casi precedenti,
con termine all’ultimo giorno di effettiva permanenza delle esigenze di servizio.
Per l’attribuzione delle supplenze annuali e delle supplenze temporanee fino
al termine delle attività didattiche di cui alle lettere a) e b), da parte
del sistema informativo, sono utilizzate le graduatorie ad esaurimento (di
seguito GAE). In caso di esaurimento o incapienza delle stesse,
con le medesime modalità di cui al periodo precedente, si procede allo scorrimento
delle graduatorie provinciali per supplenze (di seguito GPS), costituite
in attuazione dell’OM 06 maggio 2022, n. 112.
In caso di esaurimento o incapienza delle GPS, i dirigenti scolastici provvedono
a utilizzare le graduatorie di istituto di cui all’articolo 11 dell’O.M. 112/2022.
Per le supplenze temporanee di cui alla lettera c), si utilizzano
le Graduatorie di Istituto.
L’individuazione del destinatario della supplenza è operata dal dirigente
dell’amministrazione scolastica territorialmente competente nel caso di utilizzazione
delle GAE e delle GPS e dal dirigente scolastico nel caso di
utilizzazione delle graduatorie di istituto.
Per quanto riguarda le modalità di conferimento delle supplenze,
si rimanda integralmente a quanto previsto dagli articoli 12 e 13 dell’OM 112/2022 e,
per quanto riguarda le sanzioni, all’articolo 14 della medesima Ordinanza.
Si evidenzia che, in caso di esaurimento delle graduatorie di istituto,
il dirigente scolastico conferisce la supplenza all’aspirante che ha manifestato
la propria disponibilità e che non sia inserito in alcuna graduatoria della stessa
o di altra provincia, individuandolo prioritariamente tra i docenti abilitati e
i docenti specializzati;
successivamente, tra coloro che hanno conseguito il titolo di studio previsto o,
in ulteriore subordine, che lo stanno conseguendo. In ogni caso, le domande
di messa disposizione rese in autocertificazione ai sensi del
D.P.R. n. 445/2000, devono contenere tutte le dichiarazioni necessarie per
consentire la verifica puntuale dei suddetti requisiti da parte dei dirigenti scolastici,
ivi compresi gli estremi del conseguimento del titolo di
abilitazione e/o del titolo di specializzazione, nonché la dichiarazione
esplicita dell’interessato di non essere inserito in alcuna graduatoria
della stessa o di altra provincia. Gli eventuali contratti a tempo determinato stipulati
con aspiranti non inseriti in graduatoria e tramite le cd. MAD sono soggetti agli stessi
vincoli e criteri previsti dall’ordinanza, ivi incluse le sanzioni previste dall’articolo
14 dell’OM 112/2022.
Si richiama quanto previsto all’articolo 8 dell’Ordinanza: l’istituzione scolastica
ove l’aspirante stipula il primo contratto di lavoro nel periodo di vigenza
delle graduatorie effettua tempestivamente i controlli delle
dichiarazioni presentate. Al termine dei controlli, il dirigente scolastico che
li ha effettuati comunica l’esito della verifica all’Ufficio competente, il quale
convalida a sistema i dati contenuti nella domanda e ne dà comunicazione
all’interessato.
In caso di esito negativo della verifica, il dirigente scolastico che ha effettuato
i controlli comunica all’Ufficio competente quanto accertato, per i conseguenti
adempimenti richiamati nella medesima ordinanza.

2.1 – PERSONALE EDUCATIVO DEI CONVITTI
Nel caso in cui non ci siano più aspiranti nella graduatoria ad esaurimento e
nella graduatoria provinciale del personale educativo in possesso del
titolo di specializzazione per la copertura dei relativi posti nei convitti
speciali e, ove risulti analoga assenza di aspiranti specializzati anche nelle
graduatorie delle predette istituzioni speciali, tutte le disponibilità
di posti di personale educativo nei convitti, anche speciali, sono assegnate
contestualmente in base alle graduatorie ad esaurimento e alle graduatorie provinciali
consentendo il diritto di opzione agli aspiranti.

2.2 – CONFERIMENTO DI ORE DI INSEGNAMENTO PARI O INFERIORI A 6 ORE SETTIMANALI
Nella scuola secondaria di primo e di secondo grado, in subordine a quanto previsto
all’articolo 2, comma 2, dell’OM 112/2022, in applicazione dell’articolo 22, comma 4,
della legge 28 dicembre 2001, n. 448, il dirigente scolastico provvede alla copertura
delle ore di insegnamento pari o inferiori a sei ore settimanali, che non
concorrono a costituire cattedra, attribuendole, con il loro consenso,
ai docenti in servizio nella scuola medesima, forniti di specifica abilitazione
per l’insegnamento di cui trattasi, prioritariamente al personale con
contratto a tempo determinato avente titolo al completamento di orario e,
successivamente al personale con contratto ad orario completo –
prima al personale con contratto a tempo indeterminato, poi al personale con
contratto a tempo determinato – fino al limite di 24 ore settimanali come ore
aggiuntive oltre l’orario d’obbligo.
In subordine a tali attribuzioni, nei casi in cui rimangano ore che non sia stato
possibile assegnare al personale in servizio nella scuola, i dirigenti scolastici
provvedono all’assunzione di nuovi supplenti utilizzando le
graduatorie di istituto.

2.3 – DISPOSIZIONI PARTICOLARI PER LA SCUOLA PRIMARIA
I posti, gli spezzoni orari ed i posti part-time che residuino dopo le utilizzazioni
del personale di ruolo devono essere integrati con le ore di programmazione
da attribuire nei contratti a tempo determinato secondo il
seguente criterio ed entro il limite orario massimo previsto dal CCNL.
Le ore da considerare per l’adeguamento devono riguardare le sole ore
di insegnamento frontale pari a 22 settimanali. A tali ore si aggiungono
rispettivamente, 1 ora di programmazione per ogni 11 ore e 2 ore di programmazione
per ogni 22 ore. Ne consegue, pertanto, che da 1 a 11 ore si aggiunge un’ora di
programmazione, da 12 a 22 ore si aggiungono 2 ore.
Qualora a seguito della copertura totale dell’organico dei posti comuni residuino
ore di lingua inglese in quanto non sia stato possibile assegnare le predette ore
di insegnamento al personale docente titolare e/o in servizio
nella scuola, le ore rimaste disponibili saranno assegnate ad aspiranti presenti
nelle graduatorie ad esaurimento e, in subordine, agli aspiranti presenti nelle
graduatorie provinciali e nelle graduatorie di istituto in possesso dei
requisiti previsti dall’articolo 13, comma 17, dell’OM 112/2022.
In proposito, in fase di convocazione dalle graduatorie d’istituto di scuola primaria
ai fini dell’assegnazione dei posti di lingua inglese, sarà precisato che l’aspirante
è convocato per la lingua inglese e, quindi, dovrà essere
in possesso di uno dei titoli indicati nel comma 17 dell’articolo 13 dell’ordinanza ministeriale.
Con riguardo alle sezioni di scuola dell’infanzia o nelle classi
di scuola primaria che attuano la didattica differenziata Montessori,
Pizzigoni e Agazzi, può essere convocato solo il personale in possesso del titolo di
specializzazione nella specifica metodologia didattica iscritto negli appositi
elenchi prodotti dal sistema informativo per le graduatorie ad esaurimento e,
in subordine, il personale iscritto nelle graduatorie provinciali e
nelle graduatorie di istituto.

2.4 – DISPOSIZIONI IN MATERIA DI CONTENZIOSO
Risultano tuttora presenti nella I fascia delle GPS e, conseguentemente,
nella II fascia delle graduatorie di istituto, soggetti privi di titolo
riconosciuto quale abilitante, in forza di provvedimenti cautelari emessi dalla
magistratura amministrativa. Una volta intervenuta sentenza di merito, che accerti
– per ciascuno degli interessati – la carenza di titolo con valore abilitante,
gli Uffici procederanno all’esclusione dalle predette fasce
e alla contestuale ricollocazione dei predetti soggetti, ove naturalmente provvisti
del relativo titolo di studio previsto, nelle corrispettive II fasce GPS e III fasce GI.
L’efficacia dell’inserimento con riserva a suo tempo conseguito dovrà essere preservata,
ai fini dell’inserimento nella I Fascia delle GPS o nelle GI di II fascia,
secondo quanto previsto dall’O.M. n. 112/2022, esclusivamente
per il caso in cui il relativo giudizio non risulti definito da sentenza o
in esecuzione di eventuali provvedimenti giurisdizionali favorevoli all’aspirante.
In ogni caso, il contratto di lavoro a tempo determinato, cui l’aspirante
sia chiamato in dipendenza dell’inserimento con riserva nella relativa g
raduatoria provinciale o d’istituto, dovrà contemplare apposita
clausola risolutiva espressa, condizionata alla definizione del giudizio
in termini favorevoli all’Amministrazione.
2.5 – DISPOSIZIONI PARTICOLARI PER GLI INSEGNANTI DI RELIGIONE CATTOLICA
Si ricorda che dal 01 settembre 2017 è entrato in vigore il sistema
di qualificazione professionale stabilito dall’Intesa di cui al
D.P.R. 20 agosto 2012, n. 175, che prevede, tra l’altro,
il possesso di titoli di studio ecclesiastici per poter accedere all’insegnamento
della religione cattolica.
Qualora l’Ordinario diocesano non disponga di un numero sufficiente di docenti
qualificati per soddisfare tutto il fabbisogno orario nel territorio di sua competenza,
stante l’esigenza prioritaria di assicurare il servizio, si
potrà ricorrere a personale docente non ancora in possesso dei titoli di qualificazione
previsti dal citato D.P.R. 175/12, purché inserito nei previsti percorsi formativi.
Tali docenti, ancorché impiegati su posti effettivamente
vacanti e disponibili, dovranno essere assunti con contratti dal 01 settembre
sino al termine delle lezioni. Ove poi il titolo di studio richiesto sia conseguito
entro il 31 dicembre 2022, potrà darsi corso alla trasformazione
del contratto in incarico annuale. Ove al contrario il titolo sia conseguito
oltre tale data, quest’ultimo potrà
essere fatto valere in termini contrattuali solo a far data dal 01 settembre 2023.

2.6 – LICEI MUSICALI
Nel caso di esaurimento delle GPS o delle graduatorie di istituto delle varie specialità
strumentali della classe di concorso A-55, si ritiene opportuno fornire le seguenti
modalità operative.
1) Esaurimento delle GPS:
a) per gli strumenti presenti anche nella scuola secondaria di I grado (A-56) si utilizzano le
corrispondenti graduatorie GAE e GPS. Si precisa che la graduatoria corrispondente della
classe di concorso AW55 Flauto traverso, è la classe di concorso AG56 Flauto;
b) per gli altri strumenti si utilizzano nell’ordine:
– le graduatorie della A-56 (prima GaE e GPS) interpellando i docenti in possesso del
diploma dello specifico strumento
– le graduatorie della A-29 (prima GaE e GPS) interpellando i docenti in possesso del
diploma dello specifico strumento
– le graduatorie della A-30 (prima GaE e GPS) interpellando i docenti in possesso del
diploma dello specifico strumento.

2) Esaurimento delle graduatorie di istituto:
a) i dirigenti scolastici utilizzano le graduatorie dei licei viciniori della provincia;
b) in caso di esaurimento delle graduatorie dei licei viciniori o
di assenza di altri licei musicali nella provincia, i dirigenti scolastici
procedono secondo quanto previsto dal punto 1)
(“Esaurimento delle GPS”).

3. CONFERIMENTO DELLE SUPPLENZE AL PERSONALE ATA

L’articolo 1, comma 1, del Regolamento approvato con D.M. 13 dicembre 2000, n. 430,
dispone che i posti di personale ATA, fatta eccezione per quelli del profilo di
direttore dei servizi generali e amministrativi, che non
sia stato possibile assegnare mediante incarichi a tempo indeterminato,
sono coperti con il conferimento di supplenze annuali o di supplenze temporanee
sino al termine dell’attività didattica.
Ai fini predetti si utilizzano le graduatorie permanenti provinciali per titoli
di cui all’articolo 554 del D.L.vo 297/94 e, in caso di esaurimento delle stesse,
gli elenchi e le graduatorie provinciali predisposti ai sensi del
D.M. 19.04.2001, n.75.
Si sottolinea che, solo in caso di esaurimento delle graduatorie permanenti
dei concorsi provinciali per titoli di cui all’articolo 554 del D.L.vo n. 297/94 e
degli elenchi e delle graduatorie provinciali ad esaurimento predisposti
ai sensi del D.M. 19.4.2001, n. 75 e del D.M. 24.3.2004, n. 35, le eventuali,
residue disponibilità sono assegnate,
dai competenti dirigenti scolastici, mediante lo scorrimento delle graduatorie d’istituto.
L’accettazione di una proposta di supplenza annuale o fino al termine delle attività didattiche
non preclude all’aspirante di accettare altra proposta di supplenza per diverso profilo
professionale, sempre di durata annuale o fino al termine delle attività didattiche,
purché intervenga prima della presa di servizio.
L’articolo 4, comma 1, del D.M. 13 dicembre 2000, n. 430, dispone che,
per le supplenze attribuite su spezzone orario, è garantito in ogni caso il completamento.
È consentito lasciare uno spezzone per accettare un posto
intero, purché al momento della convocazione per lo spezzone non vi fosse
disponibilità per posto intero. A tale riguardo, si reputa utile rammentare che il completamento
può operare solo tra posti dello stesso profilo.
Si richiama, infine, l’attenzione sul fatto che, ai sensi dell’articolo 4, comma 3,
del citato DM, nello stesso anno scolastico possono essere prestati i servizi di insegnante
nei diversi gradi di scuola, di istitutore ovvero in qualità
di personale amministrativo, tecnico e ausiliario anche in scuole non statali, purché non svolti in
contemporaneità.
Per quanto riguarda, invece, la sostituzione del personale A.T.A. temporaneamente assente,
i Dirigenti scolastici possono conferire supplenze temporanee nel rispetto dei criteri
e principi contenuti nell’articolo 6 del D.M. 13 dicembre 2000, n. 430.
Si precisa, a tal proposito, che permane il divieto di sostituzione nei casi previsti
dall’articolo 1, comma 332, della legge 190 del 2014, come specificato dalle note
DPIT prot. n. 2116 del 30 settembre 2015 e DGPER prot. n. 10073 del 14/04/2016.
Pertanto i dirigenti scolastici non possono conferire le supplenze brevi di cui
al primo periodo del comma 78 dell’articolo 1 della legge 23 dicembre 1996, n. 662, a:
a) personale appartenente al profilo professionale di assistente amministrativo,
salvo che presso le istituzioni scolastiche il cui relativo organico di diritto abbia meno
di tre posti;
b) personale appartenente al profilo di assistente tecnico;
c) personale appartenente al profilo di collaboratore scolastico, per i primi
sette giorni di assenza.
Tale divieto è parzialmente derogato dall’articolo 1, comma 602, della legge 27.12.2017, n. 205,
con il quale si prevede che le istituzioni scolastiche ed educative
statali possono conferire incarichi per supplenze brevi e saltuarie ai sensi
dell’articolo 1, comma 78, della citata legge n. 662 del 1996, in sostituzione
degli assistenti amministrativi e tecnici assenti, a decorrere dal trentesimo
giorno di assenza.
E’ prevista la possibilità per gli interessati di farsi rappresentare da proprio delegato
in sede di conferimento della nomina, nonché la non applicabilità, non ricorrendo
le condizioni di cui all’articolo 3 del D.M. n. 430/2000,
delle sanzioni di cui all’articolo 7 del Regolamento delle supplenze (D.M. 13 dicembre 2000, n. 430),
in caso di rinuncia ad una proposta di assunzione o di mancata presa di servizio.
Per il profilo di DSGA, infine, la copertura di eventuali posti disponibili e/o vacanti
in sedi normo-dimensionate, si provvede secondo le modalità dell’articolo 14 del
CCNI sulle utilizzazioni e assegnazioni provvisorie per gli
aa.ss. 2019/20-21/22.
All’esito della procedura selettiva di cui all’articolo 58, comma 5 septies,
del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, attualmente in corso di espletamento,
laddove dovessero residuare dei posti, verranno fornite specifiche e
separate indicazioni per il conferimento di eventuali supplenze.

4. DISPOSIZIONI COMUNI

Per effetto di quanto disposto dall’articolo 41 del CCNL, i contratti a tempo
determinato devono recare in ogni caso il termine.
La stipula del contratto, analogamente a quanto avviene per le
assunzioni a tempo indeterminato, opportunamente perfezionata dal dirigente
scolastico attraverso le funzioni del sistema informativo, rende
immediatamente fruibili gli istituti di aspettativa e congedo previsti dal CCNL.
E’ inoltre estesa al personale a tempo determinato la possibilità di differire la presa
di servizio per i casi contemplati dalla normativa (a titolo
esemplificativo, maternità, malattia, infortunio).
Ove al primo periodo di assenza del titolare ne consegua un altro, o più altri,
senza soluzione di continuità o interrotto da giorno festivo, o da giorno libero,
ovvero da entrambi, la supplenza temporanea, è prorogata nei
riguardi del medesimo supplente già in servizio, a decorrere
dal giorno successivo a quello di scadenza del precedente contratto.
Si ricorda inoltre quanto disposto dall’articolo 40, comma 3, e dall’articolo 60,
commi 1 e 2, del CCNL 29/11/2007, secondo cui qualora il titolare
“…si assenti in un’unica soluzione a decorrere da una data anteriore di almeno
sette giorni all’inizio di un periodo predeterminato di sospensione delle lezioni
e fino a una data non inferiore a sette giorni successivi a quello di ripresa delle lezioni,
il rapporto di lavoro a tempo determinato è costituito per l’intera durata dell’assenza.
Rileva esclusivamente l’oggettiva e continuativa assenza del titolare,
indipendentemente dalle sottostanti procedure giustificative dell’assenza del titolare medesimo.
Le domeniche, le festività infrasettimanali nonché, per i docenti, il giorno libero
dell’attività di insegnamento, ricadenti nel periodo di durata del rapporto medesimo,
sono retribuite e da computarsi nell’anzianità di servizio.
Nel caso di completamento di tutto l’orario settimanale ordinario,
si ha ugualmente diritto al pagamento della
domenica ai sensi dell’articolo 2109, comma 1, del codice civile”.

4.1 – CONFERIMENTO SUPPLENZE SU POSTI PART-TIME
Il C.C.N.L. 2006-2009 prevede la possibilità di stipulare contratti a tempo determinato
con rapporto di lavoro a tempo parziale. Si richiamano a tale proposito l’articolo 25,
comma 6, e l’articolo 39, con particolare riguardo
al comma 3, relativamente al personale docente ed educativo, e gli articoli 44, comma 8,
51 e 58 relativamente al personale ATA. Alle suddette disposizioni si dà luogo tenuto
conto di quanto stabilito dall’articolo 73 del D.L.
n. 112/2008, convertito in Legge n. 133/2008.
Le disponibilità derivanti dal part-time, riferendosi a posti vacanti solo di fatto e
non di diritto, vanno coperte
mediante conferimento di supplenze temporanee fino al termine delle attività didattiche.
Più disponibilità derivanti da part-time, relative allo stesso profilo professionale
del personale ATA, possono concorrere, ai sensi dell’articolo 4, comma 1, del Regolamento,
alla costituzione di posti a tempo pieno; ciò anche nel caso in cui tali disponibilità
non si creino nella stessa istituzione scolastica.
Si precisa che, ai fini predetti, si utilizzano le graduatorie permanenti dei concorsi
provinciali per titoli di cui all’articolo 554 del D.L.vo n. 297/94 e, in caso di esaurimento,
gli elenchi e le graduatorie provinciali ad
esaurimento predisposti ai sensi del D.M. 19.4.2001, n. 75 e del D.M. 24.3.2004, n. 35.
Esaurite le predette operazioni, le disponibilità residue saranno utilizzate
dai dirigenti scolastici secondo quanto contemplato dal
D.M. 13 dicembre 2000, n. 430, per la stipula di contratti di lavoro
a tempo determinato, di durata fino al termine delle attività didattiche.

4.2 – PRIORITÀ DI SCELTA DELLA SEDE SCOLASTICA
Alla priorità di scelta della sede per gli aspiranti che beneficiano, nell’ordine,
degli articoli 21, 33, comma 6, e 33 commi 5 e 7, della legge 104/92,
si dà luogo esclusivamente quando, scorrendo la graduatoria secondo le
posizioni occupate dagli aspiranti utilmente collocati, l’avente titolo alla
suddetta priorità faccia parte di un gruppo di aspiranti alla nomina
su posti della medesima durata giuridica e della medesima consistenza
economica; in tali casi l’aspirante fruisce della priorità nella scelta, sempre che
permangano le condizioni che hanno dato luogo alla concessione del beneficio.
In nessun caso, pertanto, i beneficiari delle disposizioni in questione possono
ottenere posti di maggiore durata giuridica e consistenza economica che non siano
stati prioritariamente offerti all’opzione degli aspiranti che li
precedono in graduatoria.
Per la fruizione del beneficio di priorità di scelta della sede scolastica e per
la produzione della documentazione e della certificazione, si applicano integralmente
le disposizioni previste dal vigente contratto nazionale integrativo
sulla mobilità del personale scolastico. Con l’occasione si precisa che per sede
deve intendersi esclusivamente la singola istituzione scolastica.
Si chiarisce, inoltre, che solo per gli aspiranti in situazione di handicap personale
di cui all’articolo 21, e al comma 6 dell’articolo 33 della legge n. 104/92,
la priorità di scelta si applica, nell’ambito dei criteri prima specificati,
nei confronti di qualsiasi sede scolastica, mentre, per gli aspiranti che assistono parenti
in situazioni di handicap di cui ai commi 5 e 7 del medesimo articolo 33, il beneficio
risulta applicabile, previa attenta e puntuale verifica
da parte dell’Ufficio competente, per le scuole ubicate nel medesimo comune di residenza
della persona assistita o, in carenza di disponibilità in tale comune, in comune viciniore.

4.3 – ASSUNZIONE PERSONALE AVENTE DIRITTO ALLA RISERVA DEI POSTI
Il diritto alla riserva dei posti di cui alla legge 68/1999 nonché ex D. Lgs. 66/2010,
artt. 678, comma 9, e 1014, comma 3, opera nei confronti del personale docente ed
educativo iscritto nelle graduatorie ad esaurimento e
nelle graduatorie provinciali, nonché del personale ATA iscritto nelle graduatorie permanenti.
Anche per le assunzioni a tempo determinato di personale docente ed educativo beneficiario
delle riserve di cui alla legge n. 68/99, le SS.LL. vorranno tener conto
delle istruzioni emanate nell’allegato A, istruzioni
operative finalizzate alle immissioni in ruolo, punto A7:
“Per la definizione delle quote di riserva si richiamano le
disposizioni contenute negli articoli 3 e 18 della Legge 12 marzo 1999, n. 68,
e nella C.M. 248 del 7 novembre 2000. Circa le assunzioni a favore del personale
avente titolo alla riserva di posti iscritto nelle graduatorie ad
esaurimento, si richiamano le sentenze della Corte di Cassazione, sezioni unite,
n. 4110 del 22/02/2007 e sezione Lavoro, n.19030 dell’11 settembre 2007,
secondo cui la graduatoria ad esaurimento deve essere
considerata, ai fini della copertura dei posti riservati ai sensi
della Legge 12 marzo 1999, n. 68, come
graduatoria unica…”. Analoghe disposizioni valgono per il personale ATA.
Ai fini del calcolo sul 50% da destinare alle supplenze dei candidati
riservisti devono essere presi in considerazione soltanto i posti ad orario intero,
nei limiti della capienza del contingente provinciale.
Si richiama, inoltre, l’attenzione delle SS.LL. sull’obbligo di applicare
alle assunzioni del personale scolastico la
normativa di cui all’articolo 3, c. 123, della legge n. 244/07 che assimila,
ai fini del collocamento obbligatorio, gli orfani o, in alternativa,
il coniuge superstite di coloro che siano deceduti per fatto di lavoro, ovvero a causa
dell’aggravarsi delle mutilazioni o infermità che hanno dato luogo a trattamento
di rendita da infortunio sul lavoro, alle vittime del terrorismo e della criminalità organizzata,
di cui all’articolo 1, c. 2, della L. n. 407/98.

4.4 – CERTIFICAZIONE SANITARIA DI IDONEITA’ ALL’IMPIEGO E DOCUMENTAZIONE DI RITO
Si rammenta che l’obbligo della certificazione sanitaria di idoneità all’impiego
è stato abolito dall’articolo 42 del D.L. 21 giugno 2013 n. 69, convertito,
con modificazioni, nella legge 9 agosto 2013, n. 98.
Circa la presentazione della documentazione di rito si richiamano
gli artt. 46, 71, 72, e 76 del D.P.R. 28
dicembre 2000, n. 445, “Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari
in materia di documentazione amministrativa” e successive modifiche e integrazioni.

4.5 – PUBBLICIZZAZIONE DELLE OPERAZIONI
Si richiama la particolare attenzione delle SS.LL. sulla necessità che le informazioni
riguardanti le operazioni di conferimento delle supplenze siano pubblicate
sul sito istituzionale di ciascun Ufficio.

Il Direttore Generale
Filippo Serra