Fondo Espero è un’associazione senza fini di lucro il fondo riservata solo ai dipendenti della Scuola, il suo unico obiettivo è quello di permettere ai dipendenti della scuola, di costruire una pensione complementare.

Oggi, sono circa 100.000 i lavoratori del comparto scuola che hanno scelto Fondo Espero

Modalità di adesione a fondo Espero

  1. mediante una esplicita manifestazione di volontà dell’aderente, anche mediante sito web, nelle forme, con le modalità e con le garanzie di informazione e trasparenza disciplinate dai regolamenti e dalle direttive del fondo;
  2. mediante silenzio-assenso, nel rispetto delle direttive Covip.

“Accordo sulla regolamentazione inerente alle modalità di espressione della volontà di adesione al Fondo pensione Espero, anche mediante forme di silenzio-assenso, ed alla relativa disciplina di recesso del lavoratore”.

Il 31 maggio 2022, è stata sottoscritta l’ipotesi di accordo sulla regolamentazione inerente alle modalità di espressione della volontà di adesione al Fondo pensione Espero, anche mediante forme di silenzio-assenso, ed alla relativa disciplina di recesso del lavoratore.

I lavoratori che otterranno l’assunzione a tempo indeterminato in data successiva al 1° gennaio 2019 dovranno prestare attenzione alla modalità di iscrizione al Fondo Nazionale Pensione Complementare per i lavoratori della Scuola Fondo Pensione Espero, qualora non fossero già iscritti da precari in occasione di precedenti contratti di lavoro

Sei un lavoratore assunto dal 1/01/2019?

1) Riceverai dal datore di lavoro l’informativa sulla sottoscrizione dell’accordo: questa comunicazione ti verrà inviata entro la metà di agosto 2024.

2) Dal ricevimento dell’informativa avrai 9 mesi per decidere di aderire volontariamente al Fondo, oppure di rinunciare all’adesione silente. Il datore di lavoro ti indicherà come esprimere tale rinuncia. Tale comunicazione andrà consegnata al datore di lavoro (non al Fondo Pensione).

3) Le amministrazioni, trascorsi 9 mesi, comunicano al Fondo i nominativi dei lavoratori che non hanno manifestato nessuna volontà quindi  In caso di mancata scelta, alla scadenza dei 9 mesi dal ricevimento dell’Informativa, sarai iscritto al Fondo tramite silenzio assenso a decorrere dal primo giorno del mese successivo alla scadenza dei nove mesi.

4) Successivamente   il “Fondo” ricevuta l’informativa, informa i singoli lavoratori dell’avvenuta iscrizione mediante silenzio-assenso.

5) A seguito della adesione al Fondo, avrai un ulteriore periodo di 30 giorni per il diritto di recesso. Il recesso avviene senza costi e senza obbligo di dover indicare il motivo del recesso. Il lavoratore ha inoltre diritto al rimborso delle somme eventualmente versate.

Con l’adesione al Fondo (volontaria o silente) inizierai a costruire il tuo salvadanaio previdenziale alimentato con:

– Il tuo contributo (1% del tuo stipendio, ovvero una percentuale diversa che potrai scegliere se aderisci volontariamente);

– Il contributo del datore di lavoro (anche con l’adesione silente il datore di lavoro verserà un contributo a suo carico del 39;1%);

– Il TFR (accantonato dal momento dell’adesione) La contribuzione decorrerà dalla data della tua adesione: non sarà possibile il versamento di contributi relativi a periodi arretrati.

Tutto il personale sia a tempo indeterminato che a tempo determinato è invitato a prendere visione delle informative ricevute, necessario prestare molta attenzione per evitare iscrizione tacita al fine di evitare che una scelta così importante, come quella che attiene al proprio futuro previdenziale in epoca di trattamenti pensionistici decrescenti, sia frutto di inerzia e scarsa informazione e non di una consapevole valutazione di opportunità.

 

 

 

“Solidarietà al dirigente scolastico dell’Istituto Comprensivo “Dante Europa” di Taranto, aggredito all’uscita di scuola dal genitore di un’alunna.” La esprime il segretario regionale di Snals/Confsal Puglia, Vito Masciale, al preside, preso ieri a calci e pugni all’uscita da scuola, sotto lo sguardo incredulo di studenti e famiglie.  L’autore dell’aggressione aveva litigato, poco prima, con un docente della figlia, sembra per futili motivi.

L’episodio non è isolato. “C’è un’escalation dei casi che coinvolgono scuola e famiglie dal nord al sud del Paese.  – sottolinea Masciale – Violenza tra i ragazzi reale e virtuale, violenza tra alunni e docenti, violenza tra famiglie, professori, personale ATA, dirigenti. Quello che è successo a Taranto è gravissimo e bisogna porre un argine a questa deriva. Ormai la scuola insegna regole che la società civile non riconosce e non osserva più. Bene ha fatto il dirigente a denunciare : ha svolto anche con questo gesto il suo ruolo di educatore, mostrando che non è con la violenza che si può avere ragione.”

“La sua denuncia è una difesa alla dignità della scuola.”, ha concluso il sindacalista, che ha poi invocato maggiore sicurezza sul luogo di lavoro per tutto il personale della scuola. “La scuola – ha detto- deve rimanere presidio di legalità.”

Il segretario nazionale dello Snals, Elvira Serafini, ha parlato di “realtà sconvolgente e intollerabile, vergognosa violazione dei diritti della persona, prima ancora che del lavoratore. L’adozione di misure tempestive ed adeguate alla gravità della situazione diventa, pertanto, imperativa.”

 

E’ attiva la piattaforma del Ministero della Cultura per la richiesta delle due carte – Carta della cultura Giovani e Carta del merito – che vanno a sostituire il bonus diciottenni. Da oggi  entra infatti in vigore il decreto del 29 dicembre, il numero 225 pubblicato sulla Gazzetta ufficiale del 16 gennaio, che “disciplina i criteri e le modalità di attribuzione e di utilizzo della «Carta della cultura giovani» e della «Carta del merito»” volute dalla legge di Bilancio del 2023 con un limite massimo di spesa di 190 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2024. Le carte si possono richiedere fino al 30 giugno, registrandosi sulla piattaforma del Ministero.

Beneficiari

La “Carta della cultura giovani” è riconosciuta a tutti i residenti nel territorio nazionale in possesso, ove previsto, di permesso di soggiorno in corso di validità, appartenenti a nuclei familiari con Isee non superiore a 35.000 euro. La Carta è assegnata e utilizzabile nell’anno successivo a quello del compimento del diciottesimo anno di età.

La “Carta del merito” è riconosciuta a tutti i residenti nel territorio nazionale in possesso, ove previsto, di permesso di soggiorno in corso di validità, che hanno conseguito, non oltre l’anno di compimento del diciannovesimo anno di età, il diploma di maturità presso istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado con una votazione di 100 o 100 e lode. La Carta è assegnata e utilizzabile nell’anno successivo a quello del conseguimento del diploma.

Il  decreto fissa in 500 euro il valore di ciascuna Carta  che pertanto  sono  cumulabili : la cifra  non costituisce reddito imponibile del beneficiario e non si conteggia ai fini dell’Isee.

Ciascuna è individuale, nominativa e utilizzabile entro e non oltre il 31 dicembre dell’anno in cui i beneficiari si sono registrati sulla piattaforma.

Le Carte possono essere usate per acquistare:

biglietti per rappresentazioni teatrali, proiezioni cinematografiche e spettacoli dal vivo;

libri, abbonamenti a quotidiani e periodici anche in formato digitale;

musica registrata e prodotti dell’editoria audiovisiva.

biglietti di accesso a musei, mostre, eventi culturali, aree archeologiche e parchi naturali.

partecipazione  a corsi di musica, teatro, danza e lingue straniere.

 

Sono esclusi :

i videogiochi e gli abbonamenti per l’accesso a canali o piattaforme che offrono contenuti audiovisivi.

Le Carte non possono essere convertite in buoni di spesa sostitutivi generati dall’esercente.

Cosa succede in caso di violazione delle regole

Per il possessore la violazione delle regole può comportare la disattivazione della carta.

Per le aziende   sono previste  sanzioni ben più gravi

la cancellazione dall’elenco delle strutture, imprese o esercizi commerciali accreditati,

il diniego di accredito o il recupero delle somme non rendicontate correttamente o utilizzate per spese inammissibili.

Una sanzione di importo compreso tra 10 e 50 volte la cifra indebitamente percepita o erogata, comunque non inferiore a 1.000 euro. Nei casi più gravi, il prefetto può ha facoltà di  sospendere l’attività della struttura, impresa o esercizio commerciale anche fino a 60 giorni.

Il MIM ha dato avvio alla procedura per il prossimo TFA .

Lo SNALS BARI organizza una serie di incontri in presenza preparatori alle prove di accesso al TFA 2024 per i diversi ordini di scuola : INFANZIA-PRIMARIA-SECONDARIA DI 1^ E 2^ GRADO
Ogni incontro della durata di 2 ore si svolgerà di pomeriggio(16,30-18.30)
La partecipazione è riservata agli iscritti Snals e prevede un contributo spese da versare a carico dei corsisti.
Requisiti di partecipazione al TFA sostegno:
Scuola dell’infanzia e primaria : LAUREA IN SCIENZE DELLA FORMAZIONE PRIMARIA E EQUIPOLLENTI o
diploma magistrale sperimentale pedagogico o linguistico conseguito entro l’a.s. 2001/02
Scuola secondaria 1^ E 2^ grado: Laurea magistrale o equivalenti + 24CFU oppure diploma di 2^ livello dell’alta formazione artistica,musicale e coreutica,oppure titolo equipollente ed equiparato, coerente con
le classi di concorso vigenti alla data di indizione del concorso + 24cfu.
Gli insegnanti tecnico pratici accedono con il solo diploma.
Si invitano tutti gli interessati ad inviare nell’immediato una mail di prenotazione all’indirizzo : info@snalsbari.it
Sarà dato celere riscontro con gli ulteriori dettagli .

Il comma 179 della Legge n. 213/2023 (legge di bilancio 2024) prevede un aumento dell’indennità per il secondo mese di congedo parentale. Tale indennità è “elevata, in alternativa tra i genitori, per la durata massima complessiva di due mesi fino al sesto anno di vita del bambino, alla misura dell’80 per cento della retribuzione nel limite massimo di un mese e alla misura del 60 per cento della retribuzione nel limite massimo di un ulteriore mese, elevata all’80 per cento per il solo anno 2024”. La Circolare INPS n. 4 del 5 gennaio 2024 sottolinea che questa nuova misura si applica ai lavoratori dipendenti che concludono il periodo di congedo di maternità o, in alternativa, di paternità, dopo il 31 dicembre 2023. L’INPS rimanda a una successiva circolare le relative istruzioni operative.
Riguardo al personale della scuola, per il primo mese di congedo parentale continua ad applicarsi la misura del 100% della retribuzione. La legge di bilancio 2024 incide sul secondo mese che sarà retribuito all’80% per l’anno in corso e, se non utilizzato, al 60% a partire dal 2025, a condizione che sia fruito entro i primi 6 anni di vita del bambino. Per i restanti mesi spettanti di congedo parentale, l’indennità sarà pari al 30%.
Va precisato che l’indennità del secondo mese all’80% per il 2024 o al 60% dal 2025 è unica e può essere divisa tra entrambi i genitori o fruita da uno solo di essi. Questa regola si applica ai lavoratori che concludono il periodo di congedo di maternità o, alternativamente, di paternità dopo il 31 dicembre 2023. Invece i genitori che hanno concluso il congedo prima di tale termine continueranno a beneficiare per il secondo mese di congedo parentale della retribuzione pari al 30%.

 

“I nodi stanno già venendo al pettine. Le problematiche del Piano di dimensionamento scolastico approvato da Regione Puglia per il 2024/25 stanno emergendo ancor prima che la rete scolastica subisca fattivamente il nuovo assetto. Era inevitabile perché, come abbiamo più volte detto, l’iter che ha portato il documento in Giunta ha saltato passaggi fondamentali della concertazione, invertendone l’ordine in taluni casi e, in altri, rendendoli puramente formali. In sostanza, ad agosto scorso è stato diffuso un Piano già blindato su cui sindacati, enti locali, organi collegiali delle istituzioni scolastiche hanno potuto incidere ben poco. Era stato già deciso, contro ogni logica, che la riorganizzazione dovesse riguardare solo il primo ciclo di istruzione e a nulla sono valsi i rilievi delle OOSS sul fatto che questo avrebbe compromesso il corretto funzionamento delle scuole e fatto saltare centinaia di posti di lavoro di collaboratori scolastici e assistenti amministrativi. In questi mesi l’assessore ci ha sentito ma sicuramente non ci ha ascoltato. Parteciperemo all’incontro di lunedì 15 per senso del dovere, ma non mi aspetto grosse novità.” Così il segretario regionale di Snals/Confsal Puglia, Vito Masciale, accoglie la convocazione per una riunione con le sigle del comparto scuola da parte dell’assessore all’Istruzione, Formazione, Lavoro, Sebastiano Leo.

“La convocazione giunge fuori tempo utile; tuttavia, come si dice, la speranza è l’ultima a morire – precisa il sindacalista – La settimana scorsa avevamo chiesto un incontro a stretto giro. L’assessore ci risponde cinque giorni dopo e dopo aver deliberato per la seconda volta sul Piano.” Il decreto legge 215, cosiddetto Milleproroghe, entrato in vigore il 31 dicembre, aveva, tra le altre cose, posticipato al 5 gennaio 2024 il termine entro il quale le Regioni avrebbero potuto rivedere il Piano di dimensionamento per il 2024/25. Ed è proprio quella la finestra temporale che, secondo Snals Puglia e gli altri sindacati, si sarebbe dovuta sfruttare per provare a riprendere il confronto. Proprio il 5 gennaio, invece, la Giunta regionale pugliese si è riunita per apportare modifiche al piano senza sentire le sigle.

“Snals chiede che vengano garantiti i posti di lavoro a rischio tagli e spero, lunedì, di sentirmi dire da Leo che  ha trovato il modo per fare questo e per mantenere alto il livello di sicurezza nelle scuole interessate dal dimensionamento.”, conclude Masciale.

Mercoledì, intanto, si sono chiuse le aree SIDI (il programma della gestione della segreteria) per modificare i codici meccanografici delle scuole. Questo vuol dire che gli accorpamenti sono ormai definitivi.

 

 

 

Si è chiusa ieri a mezzanotte la piattaforma per iscriversi al prossimo concorso docenti. In tantissimi in questo periodo, che pure coincideva quasi per intero con le festività natalizie, hanno chiesto consulenza al nostro sindacato. È stato un vivificante bagno di folla lungo quasi un mese, che ha portato nella sede provinciale gli aspiranti docenti, vecchi e nuovi iscritti Snals, ciascuno con il proprio bagaglio di sogni, dubbi e incertezze.

Ed ora? Ora si studia… e siamo ancora una volta a fianco di chi vuole entrare con un contratto a tempo indeterminato da docente (il sospirato ruolo) nel mondo della scuola.

Domani, giovedì 11 gennaio, alle 16:30, in via Abbrescia n.92 (nel salone annesso alla parrocchia Maria Immacolata), presenterò il nuovo corso di preparazione alle prove concorsuali. Dieci incontri con approfondimenti mirati in cui ci sarà spazio per tutti i chiarimenti sulle discipline e sulle modalità delle prove.

Vi aspetto con tante importanti novità e suggerimenti

 

Il segretario regionale Snals/Confsal Puglia

Prof. Vito Masciale

 

 

 

Di comune accordo con le altre organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative del comparto istruzione e ricerca, rivolgiamo a tutte le Senatrici e Senatori della Repubblica un appello a voler prendere in considerazione, nell’esaminare il DDL n.615 contenente “Disposizioni per l’attuazione dell’autonomia differenziata delle Regioni a statuto ordinario ai sensi dell’art.116, terzo comma della Costituzione”, le ragioni che ci inducono a chiedere la piena salvaguardia del carattere unitario e nazionale del nostro sistema pubblico di istruzione. Si tratta di una richiesta condivisa da tutte le organizzazioni sindacali, pur in un contesto articolato e plurale di considerazioni e valutazioni che ciascuna sigla, in autonomia, intende in questa fase porre all’attenzione del Legislatore, ferme restando le iniziative che singolarmente o congiuntamente sono state nel tempo assunte anche in merito ai progetti di autonomia differenziata su cui si è sviluppato un intenso dibattito politico già prima dell’emanazione del DDL oggi in discussione.

Lo Snals Confsal, pertanto, rivolge un appello alle Senatrici e ai Senatori della Repubblica affinché valutino, durante l’iter di approvazione del Disegno di Legge n. 615 relativo alle disposizioni per l’autonomia differenziata, le nostre raccomandazioni per garantire il carattere unitario del sistema nazionale di istruzione e la parità dei diritti di tutti i lavoratori della scuola.

La regionalizzazione in materia di istruzione non farebbe altro che aggravare il divario tra le regioni ricche e quelle povere con il risultato di addebitare gli scarsi risultati degli alunni alla scarsa efficacia di coloro che operano nella comunità scolastica. L’autonomia differenziata metterebbe poi a rischio l’unità del sistema nazionale di istruzione, garantita dalla nostra Costituzione, con grave pregiudizio dell’uguaglianza di studenti e lavoratori della scuola. Ancora più gravi sarebbero gli effetti sul personale della scuola che, privo di tutele contrattuali nazionali, sarebbe sottoposto a discipline del rapporto di lavoro differenziate e con trattamenti economici diversi anche in corrispondenza di analoghe prestazioni lavorative.

Lo Snals Confsal ritiene che non si possa quantificare l’entità delle risorse da trasferire alle regioni sulla base della serie storica della spesa. Tale ottica condanna coloro che vivono in contesti difficili e deprivati ad uno stato permanente di povertà e smentisce la strategia del PNRR di riduzione dei divari territoriali e di contrasto alle povertà educative.

Sul piano sindacale Lo Snals Confsal ribadisce la necessità di regole contrattuali del rapporto di lavoro stabilite a livello nazionale, uguali per tutti i lavoratori. Con l’autonomia differenziata si creerebbero i presupposti per una disuguaglianza di diritti che inciderebbe inevitabilmente sulla qualità del servizio educativo.

 

Il Segretario Generale

(Elvira Serafini)

 

Il  19  dicembre  2023  è  stato  pubblicato  il

bando  di  concorso  ordinario  per  il  reclutamento  di  587   d.s. che rappresentano il 60% dei posti effettivamente vacanti e disponibili. Il restante 40%   andrà alla procedura riservata nazionale .

Il bando è nazionale ma la procedura sarà gestita

a livello regionale in 16 regioni su 18

Questa la tabella di ripartizione dei posti prevista dal bando:

REGIONE              POSTI

ABRUZZO               12

CALABRIA              11

CAMPANIA           34

E.ROMAGNA       28

F.V. GIULIA         11

LAZIO                    50

LIGURIA                 6

LOMBARDIA     156

MARCHE             14

PIEMONTE         65

PUGLIA               32

SARDEGNA        11

SICILIA                26

TOSCANA          54

UMBRIA              5

VENETO            72

TOTALE           587

Istanza di partecipazione

L’istanza  di  partecipazione  al  concorso  potrà  essere  presentata unicamente  in  modalità  telematica,     attraverso  il Portale  unico  del  reclutamento www.inpa.gov.it,  oppure  attraverso  la Piattaforma Concorsi  e  Procedure  selettive,  presente  sul  sito  web  del  MIM www.miur.gov.it  previo  possesso  delle              credenziali  SPID/CIE/CNS/eIDAS,  o  in  alternativa,  di  un’utenza  valida  per  l’accesso  ai  servizi  presenti  nell’area  riservata Istanze  on  Line  (POLIS) del  MIM,  improrogabilmente  entro  le  ore  23,59  del  17 gennaio 2024.

Al termine della procedura di invio un’apposita

ricevuta scaricabile certificherà l’avvenuta presentazione

online.

Per  la  partecipazione  al  concorso  è  richiesto

il pagamento  di  un  contributo  di  15,00  euro che  dovrà essere effettuato con bollettino emesso

dal sistema “Pago In Rete”.

La ricevuta del pagamento dovrà  essere allegata – a pena di esclusione‐ all’istanza di partecipazione.

QUALI SONO I REQUISITI DI AMMISSIONE

Può partecipare alle procedure concorsuali per accedere  al  ruolo d.s.  il personale docente  ed  educativo  delle  istituzioni  scolastiche  ed  educative  statali  assunto  con  contratto  a  tempo indeterminato  e           confermato  in  ruolo  ai  sensi  della  normativa  vigente,  che  abbia  effettivamente  reso, nelle istituzioni   scolastiche ed educative statali, un servizio di almeno 5 anni.

I candidati devono inoltre possedere uno tra i seguenti titoli di studio:

laurea magistrale;         laurea specialistica;

diploma  di  laurea  conseguito  secondo  gli  ordinamenti  didattici  previgenti  al  decreto  del Ministro  dell’università  e  della  ricerca  scientifica  e  tecnologica  3  novembre  1999,  n.  509, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 2 del 4 gennaio 2000;

diploma accademico di secondo livello rilasciato

dalle istituzioni dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica;

diploma  accademico  di  vecchio  ordinamento

congiunto  con  diploma  di  istituto  secondario superiore.

I titoli di studio sopra elencati conseguiti all’estero

sono considerati validi per l’ammissione al concorso se

dichiarati equipollenti o equivalenti a titoli universitari

italiani secondo la normativa vigente.

Il  servizio  di  insegnamento,  anche  se  maturato

prima  della  stipula  del  contratto  a tempo indeterminato,

si intende prestato per un anno intero se è durato almeno

180 giorni oppure se è stato prestato ininterrottamente dal 1° febbraio fino al termine delle operazioni di scrutinio finale.

Fermo  restando  quanto  appena  detto  sulla  validità

del  servizio  svolto  anche  prima  di  stipulare  il contratto

a  tempo  indeterminato,  ai  fini  dell’ammissione  al

concorso  si  considera  valido  soltanto il servizio di ruolo effettivamente prestato con esclusione dei periodi di retrodatazione giuridica.

I  concorrenti  ovviamente  devono  possedere  i  requisiti

generali  per  l’accesso  all’impiego  nelle

pubbliche  amministrazioni.  I  candidati  partecipano

al  concorso  con  riserva  di  accertamento  del

possesso dei requisiti di ammissione.

ARTICOLAZIONE DEL CONCORSO

Il concorso per dirigenti scolastici è così articolato:

eventuale prova preselettiva;

una prova scritta;

una prova orale;

valutazione dei titoli.

Le commissioni esaminatrici dispongono di 230 punti, di cui 100 per la prova scritta, 100 per la prova orale  e  30  per  i  titoli.  I  contenuti  delle  prove  sono  riconducibili  a  9  aree  tematiche  previste  dal Regolamento di cui al DPR 184/2022.

AMBITI DISCIPLINARI

  1. Normativa  riferita  al  sistema  educativo  di  istruzione  e
  2. di  formazione  e  agli  ordinamenti  degli studi in Italia con particolare attenzione ai processi di riforma in atto;
  3. Modalità di conduzione delle organizzazioni complesse e di gestione dei gruppi, con particolare riferimento alla realtà delle istituzioni scolastiche ed educative statali;
  4. Processi  di  programmazione,  gestione  e  valutazione  delle  istituzioni  scolastiche,  con particolare  riferimento  alla  predisposizione  e  gestione  del  Piano  triennale  dell’offerta formativa, all’elaborazione del Rav, del Piano di miglioramento e della Rendicontazione sociale, nel quadro dell’autonomia delle istituzioni scolastiche e in rapporto alle esigenze formative del territorio;
  5. Organizzazione  degli  ambienti  di  apprendimento,  con  particolare  riferimento  all’inclusione scolastica,  all’innovazione  digitale  e  ai  processi  di  innovazione  nella  didattica,  all’interno di una adeguata progettazione pedagogica;
  6. Organizzazione del lavoro e gestione del personale, con particolare riferimento alla realtà del personale scolastico;
  7. Valutazione ed autovalutazione del personale, degli apprendimenti e dei sistemi e dei processi scolastici;
  8. Elementi  di  diritto  civile  e  amministrativo,  con  particolare  riferimento  alle  obbligazioni giuridiche  e  alle  responsabilità  tipiche  del  dirigente  scolastico,  nonché  di  diritto  penale con particolare riferimento ai delitti contro la pubblica amministrazione e in danno di minorenni;
  9. Contabilità  di  Stato,  con  particolare  riferimento  alla  programmazione  e  gestione finanziaria presso le istituzioni scolastiche ed educative statali e relative aziende speciali;
  10. Sistemi educativi dei Paesi dell’Unione europea.

PROVA PRESELETTIVA

In  ogni  sede  regionale  si  svolgerà  una  prova  preselettiva  nel  caso  in  cui  il  numero  dei  candidati  che hanno  presentato  domanda  di  ammissione  alla  procedura  di  reclutamento  sia  superiore  a  4  volte  il numero dei posti complessivamente messi a concorso.

L’eventuale  prova  preselettiva,  unica  per  tutto  il  territorio  nazionale,  si  espleterà  contestualmente  e con  identiche  modalità  nelle  sedi  individuate  dagli  USR,  anche  in  più  sessioni  qualora  il  numero  dei candidati  lo  richieda.  Se  svolta  in  più  sessioni,  in  ciascuna  di  esse  saranno  somministrati  differenti quesiti, tratti da una medesima banca dati.

La prova preselettiva , della durata massima di 75 minuti,

consisterà in un test articolato in 50 quesiti a risposta multipla,

6 per ciascuna delle prime 8 aree e 2 per la nona area.

Si segnala che non è prevista la pubblicazione della banca dati dei quesiti della prova preselettiva.

Alla prova scritta sarà ammesso un numero di candidati pari a 3 volte quello dei posti messi a concorso per ciascuna  regione.  Verranno  ammessi  anche  coloro  che,  all’esito  della  prova  preselettiva,  avranno conseguito  il  medesimo  punteggio  dell’ultimo  degli  ammessi,  nonché  i  soggetti  che  versano  nelle ipotesi di cui all’articolo 20, comma 2‐bis, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, che sono esonerati

dalla prova.

Il punteggio della prova preselettiva non concorre alla formazione del voto finale nella graduatoria di merito.

L’elenco  dei  candidati  ammessi  a  sostenere  la  prova  scritta  sarà  pubblicato  sul  sito  istituzionale  di ciascun USR.

PROVA SCRITTA

La  prova  scritta  si  svolgerà  mediante  l’ausilio  di  mezzi  informatizzati  nella  regione  per  la  quale  il candidato ha presentato domanda di partecipazione,

nelle sedi individuate dagli USR.

Sarà unica per tutto il territorio nazionale e consisterà in:

5 quesiti a risposta aperta, che non devono avere ad oggetto tutti gli ambiti disciplinari sotto elencati; n. 2 quesiti in lingua inglese.

La durata complessiva della prova è di 180 minuti.

PROVA DI LINGUA INGLESE

I due quesiti in lingua inglese consistono ciascuno in 5 domande a risposta multipla volte a verificare la comprensione di un testo fornito ai candidati. Verteranno sulle materie di cui al comma 2,

lettere d) o i), al fine di verificare il possesso della conoscenza

della lingua inglese almeno al livello B2 del CEFR.

PROVA ORALE

La prova orale, la cui durata è specificata nel bando di concorso, consisterà in:

un  colloquio  sugli  ambiti  disciplinari  della  prova  scritta,

che  accerta  la preparazione professionale del candidato sui medesimi e verifica la capacità di risolvere un caso riguardante la funzione del dirigente scolastico;

una verifica della conoscenza e della capacità di utilizzo

degli strumenti informatici e delle TIC di più

comune impiego presso le istituzioni scolastiche;

una verifica della conoscenza della lingua inglese al livello B2 del CEFR, attraverso la lettura e traduzione  di  un  testo  scelto  dalla  commissione  esaminatrice  e  una  conversazione  in  lingua inglese.

VALUTAZIONE DEI TITOLI

La commissione esaminatrice determinerà il punteggio da riconoscere ai titoli soltanto per i candidati che avranno  superato  la  prova  orale,  sulla  base  delle  dichiarazioni  rese  dagli  stessi  nella  domanda di partecipazione.

Sono valutabili i titoli professionali e culturali indicati,

con il punteggio attribuibile a ciascuno di essi,

nella tabella A allegata che è  parte integrante e sostanziale del decreto.

GRADUATORIE

All’esito  della  procedura  concorsuale  i  candidati  saranno  collocati  in  una  graduatoria  regionale  sulla base del punteggio.

Saranno  dichiarati  vincitori  i  candidati  utilmente  collocati  in  graduatoria  che  rientrano  nel  numero dei posti messi a concorso nella regione nella quale

hanno partecipato.

Le  graduatorie,  approvate  con  decreto  dal  dirigente  preposto  all’USR,  verranno  pubblicate  sul  sito istituzionale dell’USR, nonché sul sito internet del MIUR

e resteranno vigenti per un termine di 3 anni dalla

data  di  approvazione,  fermo  restando  il  diritto  all’assunzione  dei  candidati  che  rientrano nel numero dei vincitori definito dal bando anche negli

anni successivi.

Si comunica che l’inizio del corso preparatorio al concorso PNRR è fissato per giovedì 11 gennaio 2024 alle ore 16,30 in via ABBRESCIA,92 Bari nel salone annesso alla parrocchia Maria Immacolata. In quella occasione verrà comunicato il calendario del corso, sarà possibile completare l’iscrizione al corso col versamento della quota e anche effettuare l’iscrizione al sindacato per i nuovi iscritti.

NON MANCATE

il segretario VITO MASCIALE ha importanti comunicazioni da fare.